Cozza (Cgil): se la manovra non tocca il turn over lo vogliamo nero su bianco. Anaao: tagli ai medici fino a 41mila euro

Silvio Campione | 07/07/2010 20:51

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''Ci vuole chiarezza, se il governo è arrivato alla conclusione che il blocco del turnover nel pubblico impiego non riguarda il servizio sanitario nazionale lo deve esplicitare con un atto ufficiale''. Lo dice il segretario della Cgil Medici, Massimo Cozza, commentando le parole del ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che aveva escluso la necessità di un emendamento specifico visto che ''il blocco nella manovra non c'e'''. Peraltro, aggiunge Cozza, ''il blocco c'è comunque per le Regioni sottoposte a piano di rientro''. Un atto ''irresponsabile, che scatta automaticamente in modo indiscriminato'', provocando ''disagi per i cittadini, allungamento delle liste di attesa'' fino anche alla ''chiusura di strutture o reparti''.

Se il servizio sanitario è escluso dal turnover, è il ragionamento di Cozza, ''dovrebbe comprendere anche le Regioni con i piani di rientro perché le conseguenze per i cittadini sono uguali in tutte le Regioni''. Inoltre, sottolinea il sindacalista, ''rimane il problema del dimezzamento dei precari, dei 12mila medici che sono impiegati soprattutto nei reparti di emergenza e nei Pronto Soccorso'', tema sul quale ''c'e' una completa afasia del governo'', nonostante fosse stato annunciato ''un emendamento al riguardo''. Ci sono poi, conclude Cozza, ''le ricadute sulla sanità dei tagli ai finanziamenti per le Regioni''. Certo, i tagli non vanno direttamente a colpire il comparto sanità, ma ''sono comunque una picconata sulla sanità pubblica perché ricadono sulle politiche sociali che in gran parte sono integrate con l'Ssn, come la non autosufficienza, i consultori, le strutture per la salute mentale''. Ma questa manovra avrà un costo anche per i medici: secondo l’Anaao la categoria subirà un taglio che andrà dai  9 ai 41 mila euro.  L'Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica del Ssn, ha infatti calcolato gli effetti della manovra sulle tasche dei  camici bianchi nel triennio 2011-2013. Uno schema dettagliato che è  diventato un volantino di protesta, in cui viene ricordata la data dello sciopero dei medici proprio contro la manovra, il 19 luglio. Nello specifico, l'Anaao Assomed ha quantificato una 'stangata'  pari a 9 mila euro per i responsabili di struttura semplice; 12 mila  per i direttori di struttura complessa; 22 mila per i dirigenti medici con incarico professionale e anzianità di servizio di 15 anni; 41 mila euro per i dirigenti medici con incarico professionale e anzianità di  servizio di 5 anni. "Non possiamo accettare - recita il volantino - che il Governo metta le mani nelle tasche di professionisti impegnati ogni giorno in  compiti di altissima responsabilità nei confronti dei cittadini. Non possiamo accettare che i giovani medici siano i più penalizzati". E ancora. "Non possiamo accettare che la manovra impoverisca di risorse  professionali la sanità pubblica italiana spingendo una intera generazione di medici verso il privato". E tutti i sindacati hanno scritto a Napolitano perché “Senza modifiche la manovra rischia di ''distruggere il Sistema sanitario nazionale''. Le confederazioni denunciano ''di essere sottoposti di fatto a una doppia manovra con penalizzazioni senza pari quali il blocco contrattuale, tagli degli stipendi, annullamento delle progressioni di carriera''. Peraltro, proseguono i professionisti della sanità, ''passa sotto silenzio il destino di migliaia di giovani che dopo un decennale periodo formativo si vedono taglieggiate le loro retribuzioni fino a un terzo del loro valore''. ''Chi valuta - si chiedono i sindacati - le conseguenze sul sistema di cure e assistenza alle prese con una progressiva e devastante decimazione degli organici e licenziamenti di massa di giovani medici addetti all'emergenza? Chi oggi e nei prossimi anni si prenderà cura dei cittadini assicurando loro la piena esigibilità del diritto alla salute garantito dalla Costituzione? Chi salverà il sistema sanitario pubblico a fronte della drastica riduzione di risorse economiche e professionali?''. Anaao-Assomed, Cimo, Aaroi-Emac, Cgil medici, Fmv, Fassid, Fesmed, Anpo-Ascoti-Fialas medici, Sds Snabi Aupi, Sinafo, Federsanita' e Sidirss, ''in rappresentanza di categorie fortemente esposte sul fronte della tutela della salute e delle risposte da assicurare ai cittadini in momenti critici delle loro vite'', chiedono al governo e al parlamento ''di tenere nella dovuta considerazione le esigenze espresse e si dicono pronte comunque a continuare ed inasprire le azioni di protesta avviate fino allo sciopero nazionale del 19 luglio''.