Dolori cronici: pazienti insoddisfatti dei medici di famiglia

Silvio Campione | 10/07/2010 21:24

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Soffrono di dolori cronici ma uno su due non trova sollievo dalla cure: è quanto emerge da un'indagine condotta su 600 pazienti dall'associazione Vivere senza dolore. Se è il medico di famiglia a prescrivere i medicinali, l'insoddisfazione sale addirittura al 74,4%, mentre se è uno specialista di terapie del dolore i casi di insoddisfazione sono quasi il 40%. "Questa difficoltà nel gestire correttamente il dolore va ricercata in un non adeguato trattamento terapeutico -sottolineano i ricercatori-: il 54,7% dei medici di famiglia e il 31,2% degli specialisti non effettuano la misurazione del dolore, strumento indispensabile per capirne l'intensità e, quindi, scegliere il farmaco giusto".

Solo in 2 casi su dieci i medici di famiglia utilizzano gli oppiacei. I pazienti lamentano anche una carenza di informazioni. "Il 39,5% ha bisogno di sapere quali siano le possibili terapie -sottolinea Vittorio Iorno, terapista del dolore al Policlinico di Milano e membro del Comitato scientifico dell'Associazione-, mentre il 23,1% quali siano i centri specializzati". Il 16% inoltre vorrebbe una maggiore disponibilità di farmaci, il 19% più strutture specializzate e il 9% tempi di attesa più ridotti. Il campione di 600 pazienti è stato intervistato tramite questionari nei centri specializzati in diverse città italiane e tramite un format sul sito dell'Associazione (www.viveresenzadolore.it). L'età media di chi ha risposto è di 62 anni, il 53% sono donne e il 49% soffre di dolori da oltre un anno, mentre il 29% da più di 6 mesi e il 22% da tre a sei mesi. Il dolore incide sulla qualità della vita: in particolare per il 30,2% condiziona tutte le attività, per il 25,3 il riposo notturno, per il 19,7% il lavoro, per 16% le relazioni con familiari e amici e per l'8,1% le attività domestiche. Per chi volesse approfondire o discutere sull'argomento, c'è il gruppo "Dolore e cure palliative".