Fazio: presto carenza di medici, occorre un tavolo per studiare il fabbisogno. Fnomceo: 40mila professionisti in meno in dieci anni

Silvio Campione | 11/07/2010 20:09

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I cambiamenti demografici impongono una riflessione sul futuro della professione medica. E per questo è necessario mettersi intorno ad un tavolo per studiare il fabbisogno di specialisti che servirà alla sanità del futuro. E' questo il messaggio che arriva nel giorno in cui le professioni sanitarie (medici, farmacisti e veterinari) si sono ritrovate insieme per festeggiare i cento anni (era il 7 luglio 1910) dalla nascita degli ordini professionali. ''Per rispondere alle nuove necessità di programmazione sanitaria del nostro Paese saranno rivisti i criteri per il fabbisogno di specializzazioni in medicina: più pediatri di libera scelta e geriatri'', ha spiegato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ricordando che nei prossimi 10 anni ci sarà una carenza di medici, e che dunque ''occorre partire dai nuovi bisogni della sanità, che stanno cambiando anche in relazione ai mutamenti demografici''.

D'altronde le previsioni della Federazione nazionale degli ordini dei medici e Chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) non sono positive: 40 mila medici in meno in 10 anni, se sarà mantenuto inalterato il tasso di ingresso alla professione, che negli ultimi anni è in progressivo calo. Nel 2005 i medici iscritti all'ordine sono stati infatti 6.365, scesi successivamente a 6.160 nel 2007 e sotto i 6 mila (5.927) nel 2009. In sintesi, negli ultimi 5 anni c'è stato un calo di iscrizioni poco superiore al 5%. Non a caso il ministro Fazio ha annunciato un tavolo di studio con il ministero dell'Università e della Ricerca. ''Aumenta l'età media della popolazione - ha aggiunto - e sarà indispensabile gestire il progressivo passaggio dei servizi dall'ospedale al territorio''. Notizia positive, invece, arrivano sul fronte rosa, con le donne che marcano un significativo primato nel nostro paese per quanto riguarda il numero di camici bianchi specializzati. Un trend, questo, che è iniziato dal 2000 e che si è mantenuto costante, se non in aumento, nel corso di questi anni. Per Amedeo Bianco, presidente della Fnomceo, l'obiettivo dell'ordine deve essere quello di garantire la qualità professionale, che oggi significa innanzitutto ''rivisitare profondamente le relazioni tra sistema formativo universitario e sistema professionale, assicurando una formazione 'long life' capace di adeguare nel tempo conoscenze e competenze''. Nel corso delle celebrazioni per la nascita delle professioni sanitarie, il ministro della Salute ha poi voluto rassicurare anche i farmacisti, sottolineando che le future farmacie on-line ''saranno una estensione delle farmacie tradizionali'', e che il nostro Paese ''non si vuole far imporre regole telematiche dalla Comunità europea''. Fazio ha poi annunciato che i 4 decreti attuativi della legge 69 sul riordino delle farmacie saranno ''a brevissimo'' sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni e che questi decreti ''prevedono vari aspetti, dalla prenotazione degli esami alla consegna dei referti, alla gestione dell'infermiere a livello di assistenza domiciliare fino alla prevenzione primaria fatta in farmacia''. Alle celebrazioni è intervenuto anche Giuseppe De Rita, sociologo e presidente del Censis. ''La mia impressione - ha spiegato - è che la sanità del futuro andrà inevitabilmente verso una realtà più capitalistica che statalista, dove al centro del sistema ci sarà il paziente inteso come cliente''.