Uniti contro la contraffazione dei farmaci

Redazione DottNet | 13/07/2010 10:10

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Un'alleanza forte fra tutti gli attori del settore farmaceutico e lo Stato contro i criminali che mettono in commercio medicinali contraffatti: è la richiesta del presidente di Anifa Sergio Daniotti, al termine della tavola rotonda durante il convegno "Farmaci contraffatti & internet: una sfida per tutti, a difesa della salute". A partecipare alla tavola rotonda sono stati chiamati i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni della filiera. Oltre a Daniotti, erano presenti Domenico Di Giorgio, coordinatore dell'attività anticontraffazione dell'Aifa; il generale Cosimo Piccinno, comandante del Comando Carabinieri per la tutela della salute; Antonio Tomassini, presidente della commissione Igiene e sanità del Senato; Dorina Bianchi, commissione Industria, commercio, turismo del Senato; Daniele Bosone, vicepresidente della commissione Igiene e Sanità del Senato; Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg; Annarosa Racca, presidente Federfarma; Andrea Mandelli, presidente Fofi; Teresa Petrangolini, segretario generale CittadinanzAttiva. Il tema oggetto del dibattito è stata appunto la contraffazione dei farmaci, con i danni per la salute dei cittadini, e la vendita di questi medicinali attraverso internet. "Di contraffazione - ha ricordato il generale Piccinno - si parlava già nel Codice Rocco negli anni '30". Un problema non nuovo, quindi, ma amplificato da internet."Sono in aumento - ha detto il comandante dei Nas - le vendite di farmaci online. Sul web viene assicurato acquisto anonimo, l'assenza di prescrizioni, facilità di acquisto e prezzi economici".

Allo stesso tempo, "c'è un rischio elevatissimo di contraffazione", che ha determinato "un crescente interesse criminale". Perché, ha ricordato il generale citando uno studio internazionale, "se un euro investito in cocaina ne rende 16, 60 euro investiti in principi attivi ne rendono 150 mila". Le soluzioni potenzialmente non mancano. Secondo Daniotti "il bollino e' un potentissimo mezzo di anticontraffazione", mentre per Tomassini non si deve "interrompere la filiera della prescrizione" dei medicinali a garanzia della salute dei cittadini. Più diretto Mandelli: "Le eccellenze bisogna tenersele strette: e' un peccato perdere quel contatto farmacista-paziente". E su internet ha osservato che "non esiste una scala gerarchica nelle fonti di informazione". Da parte sua, il segretario della Fimmg Milillo ha osservato che "è impossibile presidiare internet", ma ha poi ragionato che si potrebbe contrastare questo problema con la creazione di "siti accreditati". "Ma anche così - ha sottolineato - non si risolve il problema, perché non basta ciò che si dice, conta ciò che poi l'utente capisce". Infatti quello che scatta è un processo identitario nella rielaborazione di informazioni. Ecco perché, ha sottolineato Milillo, c'è "l'assoluta necessità di una rete sociale sul territorio presidiata dai professionisti". Una rete viva, "collegata con le scuole" e di "iniziativa", che non deve attendere i pazienti ma intercettare le loro problematiche. Da parte sua, il coordinatore dell'attività anticontraffazione dell'Aifa ha chiesto un "salto nel codice di comunicazione", anche perché finora "dare informazioni su un farmaco equivaleva a una promozione". "Chi cerca farmaci su internet - ha osservato - e' un consumatore consapevole, afflitto da una sorta di sindrome di Robin Hood, che vuole aggirare il sistema di vendita ufficiale". Ed e' a questo target che bisogna rivolgersi, un "consumatore che valuta erroneamente i rischi" e che incappa anche nell'autoreferenzialità di internet dove la riproposizione degli stessi contenuti da un sito all'altro sembra dare loro valore di credibilità.

Per commentare e approfondire l'argomento: Gruppo Mondo Farmacia