Certificati online, i sindacati scrivono ai ministri: collaudo concluso quando tutto funzionerà a dovere

Silvio Campione | 15/07/2010 12:27

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Ancora questioni aperte sull'invio del certificato medico on line, in fase di collaudo. Le associazioni sindacali di diverse categorie, dai medici di famiglia e i medici dirigenti ai pediatri, hanno scritto una lettera condivisa ai ministri Fazio, Tremonti, Sacconi e Brunetta, in cui sottolineano che per la sperimentazione e il collaudo delle procedure per l'invio del certificato on line, che introduce l'obbligo di invio per tutti i medici, occorre "offrire al lavoratore i percorsi più agevoli e di massimo rispetto delle loro esigenze terapeutiche ed assistenziali" ed "evitare che l'onere incida negativamente sull'attività clinica di ciascuna categoria medica".

Il documento è firmato dai segretari di Anaao, Cimo, Fimmg, Fimp e Sumai. "Il testo di questa lettera - sottolinea Fiorenzo Corti, responsabile comunicazione Fimmg - è importante per le proposte inviate ai ministri ma soprattutto perché tutti i sindacati dimostrano la consapevolezza che il collaudo potrà essere concluso con successo quando tutti, medici dipendenti e convenzionati, saranno in grado di trasmettere con efficacia i certificati di malattia on line". Intanto si avvicina la scadenza del 19 luglio, giorno in cui dovrebbe finire il periodo di collaudo per la spedizione telematica dei certificati. Da lunedì prossimo, infatti, secondo i piani del ministero, il medico che non si adeguerà alla normativa, sarà passibile di una serie di pesanti sanzioni. Ma la data del 19 luglio, come abbiamo più volte annunciato, slitterà sicuramente. Milillo nelle settimane scorse ha parlato di fine anno o addirittura primi mesi del 2011; ai piani alti di Palazzo Vidoni  non si sbottonano, ma fanno trapelare che effettivamente lo slittamento ci sarà e andrà oltre l’estate.

La commissione di collaudo sta in queste ore valutando i risultati di questi primi mesi di sperimentazione e, secondo alcune indiscrezioni, non ci saranno dubbi su un’ulteriore lunga proroga del provvedimento. I motivi sono ben chiari: poche regioni si sono adeguate al sistema, come la Lombardia dove la certificazione sta procedendo bene grazie anche ad una piattaforma già esistente e che è stata utilizzata  per la spedizione telematica del documento. Per molti altri enti locali non si è ancora usciti dalla fase di stallo e addirittura alcune regioni non hanno ancora fornito i Pin. Diventa, dunque, giocoforza rimandare l’invio telematico, anche perché, come ammettono al ministero per l’Innovazione che deve incassare il fallimento a metà dell’iniziativa, con le vacanze alle porte diventa tutto più difficile dovendo anche considerare le sostituzioni dei medici titolari.

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