Cure palliative, Italia sempre più indietro

Silvio Campione | 15/07/2010 12:48

Nelle cure palliative l'Italia è indietro rispetto ai migliori Paesi europei. Lo afferma uno studio della Economist Intelligence Unit, una divisione della società editrice del quotidiano britannico The Economist, che su 40 paesi del mondo piazza l'Italia al 24/mo posto. Secondo la classifica, che tiene conto di vari fattori come disponibilità di farmaci, presenza di reti territoriali e formazione specifica dei medici, i posti migliori nel curare la qualità di vita dei pazienti terminali sono Gran Bretagna e Australia, che totalizzano un punteggio di 7,9 (su una scala di 10).

Al terzo posto la Nuova Zelanda (7,7) seguita da Belgio e Austria (6,8). Per l'Italia il voto è 4,4, mentre in fondo alla classifica ci sono India, Uganda e Brasile, che totalizzano circa 2 punti. ''Molte nazioni ricche sono indietro nel punteggio - sottolinea il rapporto - ad esempio la Danimarca, 22/ma, l'Italia o la Sud Corea (32/ma). In questi casi la qualità e l'accessibilità delle cure è spesso povera, e manca una politica di coordinamento''. Secondo i dati dell'organizzazione Worldwide Palliative Care Alliance solo l'8% delle persone che nel mondo hanno bisogno di cure palliative riesce ad avervi accesso. Il principale problema emerso dal rapporto è la scarsa accessibilità ai farmaci, unita a poche risorse destinate a questo ambito. L'atteggiamento dei governi, fa notare il documento, è spesso controproducente: una migliore assistenza, soprattutto domiciliare, riduce infatti i costi dovuti alle ospedalizzazioni. Per commenti accedi al gruppo Dolore e Cure palliative

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