Arriva un codice che seguirà il percorso degli assistiti. Presto anche la riforma dell’Ordine dei medici. Stop alle attività lunedì 19

Silvio Campione | 16/07/2010 15:46

Un codice identificativo unico che permetta di seguire tutto il percorso degli assistiti in sanità, fatte salve le garanzie per la privacy. E' una delle misure, a quanto si apprende, contenute in un disegno di legge delega arrivato  sul tavolo del Consiglio del ministri per una prima valutazione. L'idea è quella di attribuire, a partire dal prossimo anno, un codice univoco, senza l'identificazione diretta della persona, a ogni assistito, da usare per valutare gli spostamenti da regione a regione dei pazienti, per associare prescrizioni, prescrittori e servizi erogati. Nel ddl sono contenute numerose altre novità per la sanità, a partire dalla riforma degli Ordini di medici, odontoiatri, farmacisti e veterinari, passando per la ricerca sui farmaci con il riordino delle sperimentazioni cliniche, al settore delle terme.

Novità anche per i produttori di dispositivi medici che dovranno pagare l'1% della somma fatturata (al netto dell'Iva) per i prodotti venduti al Ssn: in cambio dovrebbe essere sospesa fino a marzo 2012 l'attività di definizione dei prezzi di riferimento come base d'asta per gli acquisti delle Asl. intanto lunedi quarantamila interventi chirurgici saranno sospesi. Sarà uno degli effetti dello sciopero di 24 ore dei dirigenti medici, veterinari, sanitari e amministrativi indetto per il 19  per protestare contro la manovra economica, come hanno stimato le sigle sindacali.
Insieme agli interventi salteranno anche 'migliaia di visite specialistiche e di prestazioni diagnostiche, il blocco di tutta l'attivita' veterinaria connessa al controllo degli alimenti'.
'Siamo costretti a ricorrere allo sciopero - si legge in una nota congiunta dei sindacati delle professionalità del Ssn - di fronte a scelte di politica sanitaria che manifestano indifferenza rispetto al valore del lavoro che i professionisti della sanità sono chiamati a svolgere in condizioni sempre piu' difficili'.
'La carenza di 30.000 medici nei prossimi 4 anni e il licenziamento della metà dei precari impegnati in attività fondamentali a partire dal Pronto Soccorso - prosegue la nota - si rifletterà in una caduta qualitativa e quantitativa delle prestazioni erogate, con le liste di attesa destinate a misurarsi in semestri'.
'Noi - concludono i sindacati - continueremo comunque a difendere le nostre ragioni che sono le ragioni dei cittadini che a noi si affidano nei momenti più critici delle loro vite'. 
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