L'altra faccia dell'acido ialuronico, strategico per memoria

Neurologia | | 16/07/2010 13:10

Spopola per il suo potere spiana-rughe e rimpolpa-labbra. Ma l'acido ialuronico, noto più per le sue imprese estetiche, ha anche un'altra faccia: è amico della memoria, prima ancora della bellezza. A dimostrare il suo ruolo strategico nei meccanismi alla base della memoria a breve e lungo termine è uno scienziato dell'Istituto italiano di tecnologia, Alexander Dityatev.  Il ricercatore è autore di uno studio pubblicato sulla rivista internazionale di neuroscienze Neuron, e condotto in collaborazione con l'University College of London, la Rutgers University e le università di Amburgo e Washington. L'acido ialuronico (Ha), spiegano gli scienziati in una nota, è il componente primario della matrice extracellulare che circonda le cellule dando loro supporto strutturale, e gioca un ruolo importante nella regolazione della plasticità sinaptica dell'Ippocampo, la porzione del cervello dedicata alla memoria. La plasticità sinaptica, cioè la capacità del cervello di adattarsi agli stimoli provenienti dall'ambiente esterno, è alla base della memoria a breve e lungo termine, e si concretizza nella capacità delle connessioni neuronali di adattarsi in risposta al tipo di stimolo ricevuto.

I ricercatori hanno scoperto che, rimuovendo l'acido ialuronico risultano compromessi sia la plasticità sinaptica, sia la memoria a lungo termine. Ma problemi si verificano anche quando questa sostanza è presente in eccesso. "In base a questa scoperta - spiegano gli esperti - è plausibile pensare che un eccesso dell'acido ialuronico nella matrice extracellulare possa scatenare forme patologiche di plasticità". Infatti, la malattia di Alzheimer, l'epilessia e la sclerosi multipla sono patologie in cui si verifica un aumento della quantità dell'acido ialuronico presente nel sistema nervoso. La scoperta contribuisce alla comprensione dei meccanismi molecolari legati a queste malattie, assicura Dityatev. Proprio per la complessità di queste malattie, si sta rivelando molto utile partire da questi aspetti, aggiunge. "Questo studio propone un meccanismo che mette in relazione alterazioni della matrice extracellulare con difetti della memoria". Dityatev è uno degli scienziati stranieri in forze all'Istituto italiano di tecnologia. Viene da fuori circa un terzo dei 400 ricercatori dell'Iit, mentre circa un quarto della 'forza lavoro' è costituito da 'cervelli italiani rientrati'.

Fonte: Adnkronos

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