Sciopero dei medici: stop a 40mila interventi, sì solo alle urgenze. Fazio: la manovra tocca solo le regioni in “rosso”

Silvio Campione | 19/07/2010 12:25

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Camici bianchi in piazza contro la manovra. Stop dal lavoro per 24 ore dei dirigenti medici, veterinari, sanitari e amministrativi e sit-in davanti a Montecitorio a mezzogiorno. Con lo sciopero di oggi sono  sospesi 40 mila interventi chirurgici e lo stop a migliaia di visite specialistiche e di prestazioni diagnostiche, ma anche il blocco di tutta l'attività veterinaria connessa al controllo degli alimenti. Resta garantita l'urgenza.  I sindacati si scusano con i cittadini: 'Scusate per i disagi' ma è in gioco 'il bene prezioso della sanità pubblica', ha detto Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici. Intanto è botta e risposta a distanza tra Governo e opposizione.

Tra bandiere, striscioni e vuvuzelas sono già un centinaio i camici bianchi che si stanno radunando davanti a Montecitorio per protestare contro la manovra economica che arriva oggi alla Camera. ''L'adesione allo sciopero - dice Massimo Cozza della Cgil medici - è del 75%. I cittadini troveranno comunque i medici per le emergenze e nei pronto soccorso e l'attività minima negli ospedali sara' garantita anche perché molti colleghi, pur di non creare un disagio ai pazienti, sono andati al lavoro senza timbrare il cartellino''.  I dipendenti del Servizio sanitario nazionale protestano anche per la norma che ''consente ai direttori generali nominati dalla politica di togliere gli incarichi anche ai medici che hanno ricevuto un buon giudizio lasciando così le mani libere alla politica sulla sanità''. Per lo sciopero, ricorda Costantino Troise, segretario nazionale dell'Anaao-Assomed, ''oggi salteranno gli interventi programmati e migliaia di visite specialistiche e di esami di diagnostica strumentale''. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha ribadito comunque che 'non si prevede blocco del turn over nelle Regioni con i conti a posto e si pensa ai contratti a tempo per valorizzare il merito'. I ricambi del personale verranno congelati, ha assicurato, 'solo nelle quattro Regioni in profondo rosso'. La manovra, ha sottolineato poi il ministro 'non ha toccato la Sanità. Non ha previsto ticket e neppure tagli. Piuttosto si deve cercare di azzerare gli sprechi dove ancora esistono' anche perché 'dove si spende di più, l'assistenza è peggiore'. Dal canto suo Ignazio Marino, senatore Pd e presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale ha detto di trovare 'davvero superficiale la posizione del ministro della Salute che ha liquidato le conseguenze della manovra economica sull'efficienza del Sistema sanitario nazionale con un giro di parole. Non si tratta affatto di lotta agli sprechi ma di veri e propri tagli che indeboliranno i nostri ospedali e i servizi vitali che essi rendono ai cittadini. Per questo domani mi unirò allo sciopero dei medici'. Di fatto, secondo Marino 'per ogni cinque medici che andranno in pensione sarà possibile assumerne solo uno e questo produrrà un impatto molto negativo sui servizi e sull'assistenza'. Sul fronte sindacale 'la nostra protesta - ha spiegato il segretario nazionale della Fp-Cgil Medici, Cozza - è per difendere chi crede nella sanità pubblica e chi quotidianamente opera in condizioni sempre più disagiate negli ospedali e nei servizi territoriali per garantire il diritto alla salute per tutti i cittadini' e 'oggi  vogliamo far sentire, con il primo sciopero nazionale unitario da quando è in carica il Governo Berlusconi'. 'La carenza di 30.000 medici nei prossimi 4 anni e il licenziamento della metà dei precari impegnati in attività fondamentali a partire dal Pronto Soccorso - hanno sottolineato i sindacati delle professionalità del Ssn - si rifletterà in una caduta qualitativa e quantitativa delle prestazioni erogate, con le liste di attesa destinate a misurarsi in semestri'. Per il gruppo Liberta professionale, clicchi qui