Ricerca: gene dello sperma vecchio e inalterato da 600 mln di anni. Nuovi spiragli per la comprensione dell'infertilità maschile

Andrologia | | 19/07/2010 10:04

Seicento milioni di anni, per l'esattezza, è l'età che uno studio della Northwestern University Feinberg School of Medicine attribuisce al gene, chiamato Boule, responsabile della produzione di spermatozoi. La ricerca peraltro rivela, sulle pagine di Plos Genetics, che la funzione di questo gene è rimasta inalterata nel corso dell'evoluzione. E, cosa ancor più sorprendente, si trova in quasi tutti gli animali, dalla trota al gallo, passando dalla mosca all'anemone di mare, uno degli animali più primitivi ancora esistenti. Ciò a prova non solo delle sue antiche origini, ma anche del fatto che Boule, ad oggi, sembra essere l'unico gene noto per la produzione di sperma indifferentemente presente da un insetto a un mammifero. 

"Questa è la prima evidenza chiara - sottolinea Eugene Xu, a capo della ricerca - che suggerisce come la nostra capacità di produrre spermatozoi sia molto antica, probabilmente collocabile agli albori dell'evoluzione animale, ben 600 mln di anni fa. Questa scoperta rivela che tutta la produzione animale di sperma proviene probabilmente da un prototipo comune". La scoperta del ruolo chiave di Boule nel perpetuare le specie animali potrebbe aprire nuovi spiragli per la comprensione dell'infertilità maschile, indicare un potenziale bersaglio per un farmaco contraccettivo per 'lui' e offrire una nuova direzione per lo sviluppo futuro di pesticidi o molecole contro parassiti infettanti o portatori di germi. "I nostri risultati mostrano anche che l'uomo, nonostante la complessità che lo contraddistingue - riconosce Xu - condivide un elemento fondamentale persino con la mosca, insetto estremamente semplice. Ciò è davvero sorprendente, perché la produzione di spermatozoi sembra aver battuto la selezione naturale. Questo è l'unico elemento legato al sesso che non è cambiato tra le diverse specie. Deve essere così importante che non può mutare". Non era noto se lo sperma prodotto da diverse specie animali provenisse da uno stesso prototipo. Uccelli e insetti sanno volare, per esempio, ma le ali degli uni e degli altri hanno origini completamente indipendenti e diverse. Per giungere a questi risultati,Xu ha cercato di stanare la presenza del gene Boule attraversando diverse linee evolutive: umani, mammiferi, pesci, insetti, vermi e invertebrati marini. E per far ciò ha stilato un interessante 'elenco della spesa', poiché aveva bisogno dello sperma del riccio di mare, del gallo, del moscerino della frutta, dell'uomo e del pesce. Inoltre ha esaminato il genoma di uno degli animali più primitivi, l'anemone di mare. Un lavoro certosino, dunque, dove non sono mancati aneddoti singolari. Per verificare l'eventuale presenta del gene Boule, Xu ha acquistato una trota iridea in un mercato ittico di Chicago ma subito dopo ha scoperto che l'animale era privo dei testicoli. Il ricercatore non si è tuttavia perso d'animo, e così si è recato in uno stagno per pescare una trota tutta sua e dotata di tutto quel che occorreva per la ricerca. "Boule - spiega oggi l'infaticabile ricercatore - è il bersaglio ideale per la messa a punto di un contraccettivo maschile, ma ha anche in sè un potenziale per ridurre le malattie provocate da zanzare e parassiti come i vermi. Ora abbiamo infatti un candidato ideale per il controllo della loro riproduzione". "Il nostro lavoro - sottolinea Xu - suggerisce che interrompere la funzione di Boule in alcune specie animali potrebbe ostacolarne la riproduzione, ponendola sotto controllo. Questa potrebbe dunque rappresentare una nuova direzione per lo sviluppo di pesticidi o farmaci contro parassiti infettanti o portatori di germi".

Bibliografia:

Plos Genetics

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