Scoperta una nuova proteina contro la fibrosi cistica

Redazione DottNet | 24/09/2008 17:23

fibrosi-cistica genetica

 Ricercatori del laboratorio di Genetica Molecolare dell'Istituto Giannina Gaslini e del Centro di Biotecnologie Avanzate (CBA) di Genova, coordinati dal Dott. Luis Galietta, hanno scoperto una nuova proteina (TMEM16A) che se opportunamente stimolata potrebbe avere importanti sviluppi terapeutici nella cura della fibrosi cistica. 

 Lo studio, pubblicato dalla prestigiosa rivista internazionale Science, ha messo in luce la similitudine tra la funzione della nuova proteina e quella della proteina CFTR, la principale responsabile dell'insorgere della fibrosi cistica. La fibrosi cistica è la più frequente malattia genetica (1 paziente su 3.500 in Italia), la frequenza dei portatori sani è di uno su 25. Il difetto genetico alla base della malattia consiste nella produzione di un'alterata proteina CFTR. Questa proteina provoca un'anomalia nelle secrezioni esocrine dell'organismo, le quali determinano un danno progressivo degli organi coinvolti: in primo luogo i polmoni ma anche l'apparato digerente, pancreas, fegato e apparato riproduttivo. Mutazioni genetiche a carico di CFTR, infatti, compromettono la sua importante funzione (la capacità di trasportare ioni cloruro) e causano l'insorgere di questa grave malattia. I ricercatori genovesi hanno scoperto una specie di ''motore di riserva'' da attivare e potenziare in caso di defaillance del primo. La nuova proteina agisce in modo analogo a quello della proteina CFTR, entrambe sono presenti sulla membrana di molti tipi di cellule e formano dei piccoli pori in grado di far passare ioni cloruro: piccole particelle con carica elettrica negativa essenziali per il funzionamento di diversi organi umani. ''L'interesse verso la nuova proteina scoperta dal nostro team - spiega il Galietta - si basa sulla possibilità che la sua funzione possa compensare quella della proteina CFTR nei pazienti con fibrosi cistica. Infatti, TMEM16A è presente nelle stesse cellule in cui è presente CFTR. La stimolazione di TMEM16A con un opportuno farmaco potrebbe attivare il trasporto di ioni cloruro aggirando l'ostacolo rappresentato dalla proteina CFTR mutata''.