La sanità al Sud cede il passo ai privati. Milillo: più equo l’accesso alle prestazioni

Redazione DottNet | 21/07/2010 13:15

I dati resi noti dallo Svimez, secondo il quale nel Mezzogiorno 1 famiglia su 5 non avrebbe soldi a sufficienza per recarsi dal medico, ''rappresentano una triste realtà ma indicano chiaramente la stato delle cose: che, soprattutto al Sud, dove la sanità spesso è scadente, il sistema sanitario nazionale si sta erodendo, a scapito della sanità privata''. E' quasi un sos quello lanciato da Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato-Cittadinanzattiva, secondo la quale ''le risorse in sanità sono disponibili ma purtroppo nel nostro Paese finiscono spesso in mani sbagliate''.

Per questo, aggiunge, ''è doveroso continuare a combattere, individuando sprechi, segnalando le inefficienze, contrastando la malasanità, per difendere un Ssn che non possiamo accettare perda sempre più credibilità''. Se poi a questo quadro ''aggiungiamo i tagli contenuti nella manovra economica messa a punto dal Governo, che indirettamente andranno a colpire la sanità, allora bisogna essere preoccupati - conclude Moccia - perché l'impatto di queste misure, coniugate con la situazione di per sè poco favorevole in tempi di crisi, potrebbe portare con sè conseguenze molto negative, che a pagare saranno come al solito i cittadini''.  ''In Italia c'è un problema di iniquità che riguarda l'assistenza sanitaria'', e di questo passo ''il sistema di tutela rischia di compromettersi, perché determina un carico troppo sbilanciato verso gli ammalati, che in larga misura sono anche poveri''. Così commenta Giacomo Milillo, segretario della Federazione dei Medici di Medicina generale (Fimmg), i dati dal rapporto Svimez. “Certo – aggiunge -, Milillo, bisogna sempre ricordarsi che il paziente che viene da noi non paga, dunque i dati fanno probabilmente riferimento ai ticket ospedalieri e alla spesa sanitaria privata''. In quest'ottica, aggiunge il segretario dei medici di famiglia, per uscire da questa impasse ci sono solo 2 soluzioni: ''la prima è quella di riequilibrare l'economia del Paese, puntando sullo sviluppo, e l'altra è quella di cercare di rendere più equo l'accesso alle prestazioni attraverso la contribuzione dei fondi integrativi, come in passato hanno fatto sia il ministro Livia Turco che il ministro Maurizio Sacconi''. Clicchi qui per il gruppo La sanità che vorremmo.

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