Vaccino antinfluenzale e vita artificiale: le nuove frontiere della tecnologia

Redazione DottNet | 22/07/2010 12:52

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Il vaccino contro l'influenza sarà il banco di prova della vita artificiale, ossia della tecnica di manipolazione del Dna introdotta da Craig Venter, che nel maggio scorso ha ottenuto la prima cellula con un corredo genetico costruito in laboratorio. Questa ricerca senza precedenti potrebbe avvenire in Italia, grazie alla collaborazione che da 15 anni lega Venter al papà dei vaccini biotech, Rino Rappuoli, direttore del Centro di ricerca sui vaccini della Novartis. 'Speriamo di avere i primi risultati in due anni', ha detto lo stesso Venter  a Roma, nella conferenza organizzata in Senato dal Centro Studi Sviluppo Relazioni per la Sicurezza (Tts) presieduto dal sen. Giuseppe Esposito.

 

'Ogni anno - ha spiegato Venter - vengono prodotti molti nuovi vaccini, le tecnologie sono ormai collaudate e potrebbe essere molto più rapido e veloce sia sintetizzare i nuovi vaccini sia fare i test'. I vaccini sintetici sono un obiettivo realistico anche per Rappuoli: la scommessa, ha detto, è utilizzare i computer molto potenti per riuscire a prevedere come il virus si evolverà. 'La bellezza di quello che intendiamo fare è proprio questa: usare i computer per capire il meccanismo con cui si evolvono i virus influenzali, fino a prevederli'. I computer permetteranno quindi di giocare d'anticipo rispetto ai virus: potranno analizzare il materiale genetico dei tanti virus responsabili della malattia più diffusa del mondo, tracciare i loro identikit e simularne l'evoluzione fino a individuare le mutazioni più probabili, quelle che potrebbero scendere in campo nella nuova influenza stagionale così come in una nuova pandemia.

Si pensa anche a un vaccino universale, efficace contro ogni tipo di influenza? 'Perche' no?', ha detto Venter; 'è il sogno di tutti gli scienziati, anche il nostro, ma non è dietro l'angolo', ha aggiunto Rappuoli.

I vaccini saranno appena il primo passo: 'siamo solo all'inizio', ha detto Venter riferendosi alle sue ricerche, sviluppate 'in dieci anni di progressi continui'. Stanno partendo, per esempio, gli studi sulla possibilità di ottenere alghe e microrganismi che utilizzano l'anidride carbonica (CO2) per produrre biocarburanti.

L'obiettivo ultimo è costruire in laboratorio una cellula completamente sintetica: quella ottenuta nel maggio scorso aveva un Dna sintetico in un involucro naturale, ma l'obiettivo di Venter è andare ancora avanti. 'Finora sono stati scoperti ben 40 milioni di geni, risultato di tre miliardi e mezzo di anni di Evoluzione: si tratta di utilizzarli, sono il futuro della biologia sintetica', ha detto. E' questo il materiale sul quale intende lavorare per studiare in laboratorio i segreti della vita. 'Il Dna - ha aggiunto - è il software della vita' e potrà dire qualcosa di più anche sul modo in cui la vita è comparsa sulla Terra. Da inventare non c'è nulla: si tratta di imparare a leggere il software. Per questo a Venter non piace parlare di vita artificiale: 'di vita artificiale si parla al cinema e nei videogiochi, mentre le mie ricerche sulla vita sintetica sono reali'. Perciò, ha concluso, 'preferisco parlare di vita sintetica, che è una vita reale e che corrisponde alla vita esistente sulla Terra'.

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