L'hiv favorisce le malattie cardiovascolari

Cardiologia | Redazione DottNet | 24/09/2008 17:39

  L'infezione da Hiv favorisce lo sviluppo delle malattie cardiovascolari, secondo uno studio italiano pubblicato nel numero di agosto della rivista americana Hypertension, che ha riscontrato un aumento della rigidità dell'aorta nei pazienti con questa infezione che non hanno malattie cardiovascolari nè fattori di rischio maggiori per la malattia aterosclerotica.

 La rigidità aortica è un indicatore precoce di arteriosclerosi ed un importante fattore predittivo di mortalità e malattie cardiovascolari. Giuseppe Schillaci, Elmo Mannarino e collaboratori della medicina interna, angiologia e malattie da arteriosclerosi dell'università di Perugia hanno esaminato 39 pazienti Hiv non trattati e 78 soggetti sani di controllo. La rigidità aortica è stata misurata con un nuovo apparecchio non invasivo che registra la velocità dell'onda di polso lungo l'aorta. E' risultato che i soggetti con Hiv avevano una velocità dell'onda di polso significativamente più alta rispetto ai controlli, benchè gli sperimentatori avessero escluso dallo studio i soggetti ipertesi, diabetici, ipercolesterolemici e con altri fattori di rischio vascolare. Il consiglio del professor Schillaci è che i pazienti con infezione da Hiv, specie quelli con altri fattori di rischio vascolare, dovrebbero sottoporsi a controlli clinici per valutare il rischio cardiovascolare e prendere le opportune misure non farmacologiche per ridurre il rischio di malattia aterosclerotica, quali la dieta, un'attività fisica regolare ed il mantenimento di un peso corporeo normale. Gli autori hanno condotto inoltre un secondo studio in cui venivano confrontati soggetti sani, soggetti con Hiv non trattati e soggetti Hiv trattati con farmaci antiretrovirali. La velocità dell'onda di polso aumentava progressivamente dai soggetti normali ai pazienti non trattati ai pazienti in trattamento: ciò suggerisce che sia l'infezione da Hiv di per sè che il trattamento con farmaci antiretrovirali possono avere, indipendentemente l'una dall'altro, effetti favorenti sullo sviluppo della malattia arteriosclerotica. Il rischio di complicazioni cardiovascolari come l'infarto miocardico e l'ictus cerebrale nei pazienti con infezione da Hiv è un argomento particolarmente attuale da quando la disponibilità di efficaci farmaci anti-Hiv ha prolungato di molto la sopravvivenza di questi soggetti, facendo appunto emergere questo altro rischio che prima non era conosciuto.

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