Studio Usa: bimbi "imbottiti" di farmaci inutili, allarme esperti

| 26/07/2010 15:32

"Imbottiti" di farmaci inutili, fra cui sedativi, sonniferi o sciroppi per la tosse dagli effetti 'calmanti'. Fra le forme di abuso di cui sono vittima i più piccoli - circa un milione di casi l'anno solo negli Stati Uniti.  A segnalarlo è uno studio che sarà pubblicato sul 'Journal of Pediatrics' da' ricercatori dell'University of Colorado e del Rocky Mountain Poison Drug Center. Secondo il team di Shan Yin, primo autore dello studio, nessuna delle forme di abuso su minori 'classificate' dalle autorità americane include chiaramente l'utilizzo criminale di farmaci di cui i piccoli non avrebbero affatto bisogno. Un problema che, secondo i ricercatori, sarebbe decisamente sottostimato. Il gruppo ha riesaminato i casi di abuso farmaceutico sui bambini segnalati al National Poison Data System tra il 2000 e il 2008.

Il team di Yin ha incluso nell'analisi i documenti relativi alla somministrazione 'con secondi fini' di alcol, antidolorifici, farmaci per la tosse e il raffreddore, sedativi, sonniferi e antipsicotici. Degli oltre 1.400 casi studiati, circa il 14% ha avuto conseguenze di qualche entità, anche importanti, sulle piccole vittime, incluso il decesso. A circa la metà dei piccoli abusati è stato somministrato almeno un sedativo. In media 160 casi di questo tipo, fra cui due decessi, sono stati segnalati ogni anno al Centro americano. Fra le motivazioni di questa forma di violenza dei grandi sui bambini: forme di punizione, ma anche semplice divertimento o il desiderio di prendersi una pausa dalle responsabilità genitoriali. Lo studio illustra chiaramente la gravità di questa forma farmacologica di abuso sui minori. Gli esperti invitano pediatri, personale di pronto soccorso e operatori sanitari a tenere gli occhi aperti, per riconoscere eventuali casi sospetti di abuso e intervenirein tempo. Non solo. Yin avverte anche i genitori che "la somministrazione non terapeutica di medicinali ai bambini puo' avere esiti gravi, inclusa la morte".

Bibliografia: 'Journal of Pediatrics"

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