Farmaci non convenzionali, sempre più richiesti

Redazione DottNet | 24/09/2008 18:10

 I farmaci non convenzionali - dall'omeopatia alla fitoterapia - sono sempre più diffusi fra i bambini, 'piacciono' molto ai genitori (il 95% di chi li ha somministrati ai propri figli è soddisfatto dei risultati) e nella maggioranza dei casi sono prescritti o consigliati dai pediatri. 

 Lo sostiene un'indagine nazionale realizzata dal comitato scientifico di un convegno, in programma a Bologna, sulle nuove tendenze in diagnostica e terapia pediatrica, con il patrocinio della Società italiana di pediatria e quella di tossicologia. Al centro della ricerca, un campione di 600 genitori, con almeno un figlio da zero a 10 anni, che hanno usato farmaci non convenzionali, e che hanno risposto a un questionario. Usate soprattutto per curare stati influenzali e problemi a gola e naso (68,7% dei casi), malattie dell'intestino o dello stomaco (37,3%), disturbi del sonno e del comportamento (30,9%), queste medicine vengono preferite alle altre perchè considerate ''più naturali''. Spesso sono scelte a scopo preventivo (succede più al sud che al nord, 53,3% contro il 38,2%) e somministrate maggiormente ai bambini di età compresa fra uno e tre anni (33,1%). Più della metà del campione ritiene che non abbiano effetti collaterali e meno del 20% che siano più efficaci dei farmaci convenzionali (convinzione più radicata nei genitori laureati e in quelli che vivono al sud). Ma come si arriva a queste terapie? Per il 52% dei genitori su consiglio del pediatra (al sud la percentuale sale al 60,8%), che nel 60% dei casi li prescrive (71% al sud), mentre il ricorso all'autoprescrizione riguarda il 25% delle famiglie. Farmaci che preferibilmente non vengono associati a quelli convenzionali (è così per il 52,3% di mamme e papà), con picchi più 'integralisti' nelle regioni meridionali. 

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