Pronto il primo chirurgo-robot: non occorre intervento umano

| 27/07/2010 13:02

 chirurghi stanno imparando solo adesso ad operare con degli 'aiutanti' robot, ma già si affaccia all'orizzonte un automa pronto a sostituirli in toto. Si tratta del braccio meccanico realizzato dalla Duke university, che in un esperimento descritto dalla rivista Ultrasonic Imaging hanno fatto compiere una biopsia alla loro creatura senza nessun intervento umano. Il robot è stato in grado di localizzare una lesione in un organo umano simulato, in questo caso una prostata fatta di carne di tacchino con all'interno un acino d'uva, e di effettuare una biopsia in otto diversi punti con un tasso di accuratezza sulla posizione del 93%.

 ''In uno studio precedente avevamo dimostrato che era possibile fare una biopsia singola, utilizzando una riproduzione di un tumore al seno - spiega Kaicheng Liang, primo autore della ricerca - in futuro robot autonomi come questo saranno in grado di effettuare tutti gli interventi più comuni, con più sicurezza e con un grande risparmio per il paziente''. Alla base del dispositivo messo a punto dai ricercatori americani c'e' un programma di intelligenza artificiale in grado di 'leggere' un'ecografia in 3D, e individuare eventuali anomalie come lesioni o tumori. Il programma comanda il braccio meccanico, che è in grado di manipolare lo stesso strumento usato dai chirurghi 'veri' per questo intervento, e gli dice dove effettuare i prelievi. Per questi test è stata scelta la carne di tacchino perché la sua immagine agli ultrasuoni è molto simile a quella data dalla carne umana, ma l'esperimento proseguirà prima su un manichino, utilizzando anche in questo caso un organo simulato, e poi su un vero seno umano. La realizzazione del robot, spiegano ancora i ricercatori, è stata resa possibile proprio dal passaggio alle tre dimensioni dell'ecografia, ottenuto per la prima volta proprio nel laboratorio dell'università del nord Carolina. ''Uno dei lati positivi di questa tecnologia è che i componenti sono già tutti sul mercato - spiega Stephen Smith, che dirige il laboratorio che ha sviluppato il robot - non c'è quindi bisogno di sviluppare nuove tecnologie, e questo riduce di molto i costi''. In attesa che arrivino quelli in grado di fare da soli, i robot stanno comunque entrando di prepotenza nelle sale operatorie: secondo i dati presentati all'ultimo Congresso europeo di laparoscopia di Roma solo nel nostro paese ce ne sono 45, un record europeo, e ogni anno effettuano qualche migliaio di interventi, soprattutto su reni e prostate.

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