Depressione, nessuna diagnosi in un caso su due

Psichiatria | Redazione DottNet | 24/09/2008 18:18

  In un caso su due la depressione non viene riconosciuta nè curata, nonostante sia al secondo posto fra tutte le malattie in termini di carico di sofferenza e disabilità nei Paesi industrializzati.

 Le mancate diagnosi di questo disturbo, che in Italia riguarda attualmente l'1,5% della popolazione adulta, sono tra le lacune che restano da colmare nell'assistenza psichiatrica a 30 anni dalla legge 180. Alle conseguenze della legge voluta dallo psichiatra Franco Basaglia è dedicato il convegno organizzato a Roma dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss). Con la depressione, l'ansia gioca la parte del leone fra i disturbi psichiatrici più diffusi. Si stima che riguardi attualmente il 2,2% degli adulti (le donne sono quattro volte più colpite degli uomini). I disturbi bipolari colpiscono l'1%, la schizofrenia lo 0,4% ed è difficile, al momento, avere stime a livello nazionale sui disturbi del comportamento alimentare (stime locali parlano di uno 0,3%). ''Questi dati non vanno sommati, ma tutti insieme forniscono una stima sensata, secondo la quale intorno al 3-4% dei cittadini adulti soffre di qualche disturbo, da una lieve ansia alle psicosi'', osserva lo psichiatra e psicoterapeuta Angelo Picardi, del reparto di salute mentale del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Iss. Si calcola inoltre, prosegue lo psichiatra, che le stime relative alla depressione possano raddoppiare o triplicare in molte malattie fisiche, specialmente se croniche: ''Ad esempio, nell'anno successivo a un infarto la depressione sembra essere il principale fattore legato alla mortalità''. Senza contare i costi della sofferenza psichica espressa con sintomi fisici, la cosiddetta somatizzazione, negli Stati Uniti stimati in 256 miliardi di dollari l'anno. ''Spesso - conclude Picardi - una persona ansiosa o depressa è preoccupata per la sua salute al punto che tende a fare più esami e consulti'', con la conseguenza di un aumento notevole dei costi per il Servizio sanitario nazionale. 

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