Imposta di bollo su fatture mediche, detraibilità limitata

Giovanni Vezza | 27/07/2010 15:34

Con la risoluzione n. 444/E del 18 novembre, l’Agenzia delle Entrate chiarisce il corretto trattamento tributario relativo al bollo da applicare sulle fatture di visite mediche, che viene generalmente riconosciuto al cliente solo quando rappresenta un costo accessorio alla prestazione professionale. Grazie alla questione sollevata da un contribuente che aveva consegnato la dichiarazione dei redditi ad un Caf, che non aveva riconosciuto in detrazione le spese relative al bollo apposto sulle ricevute, la risoluzione dell’Agenzia precisa che il cliente, che riceve una fattura o una ricevuta, è legittimato a portare in detrazione le spese relative all’imposta di bollo solo se effettua egli stesso il pagamento del tributo al posto del professionista, sia per inadempienza di quest’ultimo, provvedendo quindi a sanare un atto irregolare, sia per esplicito accordo fra le parti.In quest’ultimo caso, infatti, è consentito addebitare al cliente, in aggiunta al compenso professionale, l’importo del bollo. Al di fuori di queste due ipotesi la detrazione non è ammissibile.

L’imposta in questione, fa presente l’Agenzia, è dovuta per le “fatture, note, conti e simili documenti, recanti addebitamenti o accreditamenti, anche non sottoscritti, ma spediti o consegnati pure tramite terzi; ricevute e quietanze rilasciate dal creditore o da altri per suo conto, a liberazione totale o parziale di un obbligazione pecuniaria” (articolo 13, n. 1, della tariffa A, DPR 642/1972); non va corrisposta invece per le somme inferiori a euro 77,47. Inoltre, l’obbligo di apporre sulle fatture le marche da bollo, sostituite dal 1° settembre 2007 dal contrassegno telematico, è a carico del soggetto che predispone il documento. Tuttavia, sottolinea l’Agenzia, se viene consegnata una ricevuta non in regola con il bollo, il cliente è solidalmente obbligato al pagamento dell’imposta che deve corrispondere entro quindici giorni dalla data del ricevimento della fattura, presentandola all’ufficio locale delle Entrate, al fine di essere esentato da qualsiasi responsabilità. Il professionista che ha emesso l’atto irregolare, invece, sarà passibile di sanzione. In conclusione, l’imposta di bollo dovuta su fatture e ricevute fiscali potrà essere portata in detrazione dal cliente, solo se da questo corrisposta, come sopra specificato, per sanare la negligenza del professionista oppure nel caso in cui le parti concordino che il pagamento ricade sul cliente. In queste due ipotesi, infatti, essendo un costo accessorio alla prestazione specialistica, si configura come onere detraibile.

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