Agenzia industrie difese: oltre al Pemine, produrremo altri farmaci

| 31/07/2010 17:39

L'Agenzia industrie difesa inizierà dopo l'estate la produzione del Pemine, il farmaco considerato vitale per i pazienti affetti da morbo di Wilson, e si dice pronta a produrre anche altri farmaci. Lo afferma Marco Airaghi, direttore generale dell'Agenzia industrie difesa, l'ente a cui fa capo lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze incaricato dall'Aifa di produrre il Pemine. Il timore che rapidamente il Pemine sparisse dalle farmacie ha serpeggiato per qualche giorno, fino a quando l'Agenzia italiana del farmaco non ha richiesto allo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze di farsi carico della produzione del farmaco. Non è una novità che lo stabilimento risponda a esigenze del Servizio sanitario nazionale.

Non più di un anno fa si occupò dell'incapsulamento e della distribuzione di milioni di dosi di oseltamivir, l'antivirale efficace contro l'infezione da virus a/H1N1. Lo stabilimento fa capo all'Agenzia industrie difesa, un ente di diritto pubblico istituito nel 1999 allo scopo di razionalizzare e ammodernare le unità industriali del ministero della Difesa, che dal giugno del 2008 è guidato dall'ingegnere Marco Airaghi, consigliere del ministro della Difesa.

"A quando l'inizio della produzione del Pemine? Stiamo concordando e verificando con molta velocità insieme all'Aifa tutte le procedure per avviarla al più presto. Credo che subito dopo l'estate si dovrebbe concretamente dare il via a un piano industriale per la produzione del medicinale. Non dovrebbero esserci problemi per i malati, dal momento che l'Agenzia del farmaco ha assicurato che sono già disponibili dosi per coprire un periodo di almeno 15 mesi".

Sugli eventuali altri bisogni a cui potrebbe rispondere lo stabilimento fiorentino, Airaghi spiega: "Un altro problema che il ministero della Salute e l'Agenzia italiana del farmaco ci hanno evidenziato e', per esempio, quello dei farmaci orfani, quei medicinali destinati alla cura di malattie rare e la cui produzione non è di interesse commerciale-industriale per le case farmaceutiche.

Siamo in stretto contatto con l'Aifa, nella figura del professor Guido Rasi, e con il ministero della Salute perché, restando fedeli a quest'ottica di servizio alla nazione, il chimico farmaceutico militare di Firenze si candida a essere il braccio della nostra sanità nazionale per la produzione dei farmaci orfani. Stiamo identificando alcuni farmaci per i quali l'Aifa ritiene ci sia una relativa urgenza di produzione. In questa prospettiva, la produzione di un farmaco orfano sarà di interesse nazionale coprendo i bisogni dei nostri concittadini, ma potenzialmente sarà anche un piccolo business che contribuirà a rendere profittevole l'attività di questi stabilimenti in modo che ci sia un autosostentamento degli stessi".

Quindi l'Agenzia industrie difesa potrebbe quindi essere uno degli strumenti attraverso cui lo Stato risponde ai bisogni che il mercato non riesce a soddisfare: "È questo che mi ha spinto a percorrere questa strada. Sono convinto dell'importanza del fatto che le nostre forze armate siano a fianco del cittadino e delle istituzioni della nazione. Credo che questo della sanità emergenziale sia il caso tipico. Come nel caso della pandemia e dei farmaci orfani e' una funzione che svolgiamo con molto piacere, non avendo, inoltre, la necessità dell'utile".

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