Fnomceo, solo il 33% dei medici ha gli strumenti per i certificati online. Testa (Snami): il problema si sta incancrenendo. Cozza (cgil): ennesimo flop di Brunetta

Silvio Campione | 02/08/2010 15:50

Sono ancora pochi i medici  abilitati ad accedere al nuovo sistema di certificazione online. Per  ora solo il 33% dei medici di famiglia e il 20% degli altri medici del Servizio sanitario nazionale, hanno gli strumenti necessari (Pin o  Cns). Ma si tratta di un dato "che va considerato tenendo conto che in Lombardia è abilitato l'81% dei medici di famiglia. I flussi, quindi, sono per il momento limitati, ma i pochi camici attrezzati usano  effettivamente il sistema". Sono i dati della Commissione per il  collaudo del sistema, comunicata dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) in una nota agli Ordini provinciali.     

La Commissione, nella riunione del 15 luglio scorso, aveva  infatti "ritenuto di non poter esprimere un giudizio complessivamente  positivo" sul collaudo, prorogando in quell'occasione la  sperimentazione, la cui fine era inizialmente prevista il 19 luglio.  Per gli esperti "il numero di certificati inviati è ancora modesto (76.229 al 14 luglio), ma in forte crescita (23.640 in una sola  settimana di luglio e 5.406 solo nella giornata del 14 luglio)", si legge nel documento firmato dal presidente della Fnomceo, Amedeo Bianco. Tra i problemi evidenziati c'è anche quello di fornire gli  strumenti d'accesso ai medici non dipendenti o convenzionati con il Ssn, come i sostituti dei medici di famiglia o liberi professionisti che devono certificare una malattia. Una questione che secondo la  Fnomceo richiede la collaborazione degli Ordini provinciali per individuare i professionisti da accreditare. La Federazione, infine, rassicura sulla volontà di innovazione da parte dei camici bianchi a  cui raccomanda l'uso della certificazione telematica, quando tecnicamente possibile, anche in fase di collaudo, per 'scovare'  possibili Sui certifcati online "non  sarebbe un atto di debolezza aprire un tavolo di trattativa con le  sigle sindacali, sarebbe forse l'unico sistema per risolvere un problema che si sta incancrenendo. O si pensa di continuare un collaudo infinito" per il nuovo sistema? Se lo chiede il presidente  del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), Angelo  Testa, che sottolinea come la vicenda dei certificati informatizzati, tra collaudi e proroghe, continua a complicarsi.   "Abbiamo cercato in tutti i modi di offrire il nostro contributo per rendere fattibile una trasformazione epocale", spiega ancora Testa ricordando l'incontro di maggio al ministero della Funzione pubblica, nel corso del quale "abbiamo elencato una serie di criticità che si sono immancabilmente verificate. Abbiamo criticato il modo con cui  sono state prese le informazioni per realizzare il progetto. Abbiamo detto e ripetuto più volte che il ministro aveva sbagliato nella scelta degli interlocutori. E' mai possibile che i consulenti del  ministro siano persone che non hanno mai fatto un certificato?".  Lo Snami, conclude Testa, ribadisce che "non è contrario alle  innovazioni, ma non può accettare che decisioni di tale portata debbano essere prese senza il parere di chi opera nel settore".  "Flop di Brunetta dai certificati on line alle visite di controllo bocciate dalla Corte". La FP CGIL Medici torna all'attacco in merito all'invio on line dei certificati medici all'Inps. "Oramai cio' che per primi fin dal novembre 2009 avevamo denunciato e' sotto gli occhi di tutti", si legge in una nota congiunta di Massimo Cozza, segretario nazionale FP CGIL Medici e Nicola Preiti, coordinatore nazionale FP CGIL Medici Medicina Generale, "gli annunci sulle certificazioni on line e sui successi che si sarebbero raggiunti in qualche mese sono rimasti sulla carta". E ancora: "Dopo diversi rinvii finalmente il sistema doveva partire a regime dal 19 luglio, ma il collaudo e' stato prorogato senza piu' definire alcun termine. Anche i pochi medici che possiedono il Pin per l'accesso spesso non sono in grado di utilizzarlo perche' mancano i supporti organizzativi e le necessarie risorse". Il ministro Brunetta, ammoniscono Cozza e Preiti, "avrebbe dovuto studiare meglio. E' stato anche bocciato dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 207 del 2010 che ha dichiarato illegittime le norme che impongono alle Asl il costo delle visite fiscali. Con quali risorse, dopo la manovra economica, gli enti pubblici, a partire dalla scuola, potranno pagare le Asl per controllare le certificazioni di malattia, sia cartacee che on line? Ma poiche' siamo convinti che la certificazione on line sia un obbiettivo giusto, il metodo non puo' essere l'imposizione ma la condivisione con chi rappresenta realmente i medici, a partire dalle organizzazioni sindacali".

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