Brunetta: certificati online obbligatori da metà settembre. Sanzioni per i trasgressori. Le Regioni richiamate dal ministro: consegnare i Pin entro agosto

Silvio Campione | 02/08/2010 20:31

Mai più carte e raccomandate da spedire: da metà settembre il sistema che consentirà ai medici di inviare i certificati di malattia online all'Inps sarà a regime in tutta Italia. E per chi non si atterrà alle nuove regole, "arriveranno le sanzioni". Parole del ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, che oggi ha indetto una conferenza stampa nella sede del suo dicastero "per far chiarezza" su un tema che ha sollevato non pochi dissapori tra i camici bianchi. Una "piccola grande rivoluzione", quella che passa per la Rete, "che eliminerà centinaia di milioni di pezzi di carta", producendo, assicura il ministro, "risparmi per le aziende, l'Inps e i cittadini", che così eviteranno il 'grattacapo' dell'invio delle doppia raccomandata per il certificato che attesta la malattia.

 La fase di collaudo, in realtà, doveva terminare a metà luglio, ma i tempi si sono allungati perché solo "un terzo dei medici" ha avuto il Pin, ovvero il codice di identificazione che consente l'invio del documento. Inoltre, sulla strada del certificato di malattia online, "abbiamo incontrato piccole resistenze e miopie", ammette il ministro, che hanno finito per rallentare il passo. Non manca la stoccata ai "medici della Cgil, che non ringrazio - attacca il ministro - si sono messi di traverso sin dal principio, sono loro i veri conservatori". Ma la partita dei certificati di malattia che viaggiano in Rete e' anche di per sé "complicata - sottolinea il ministro - riguarda infatti 180 mila medici, l'equivalente di tre stadi pieni, e investe 17 milioni di lavoratori dipendenti, tra pubblico e privato, su un'area molto delicata com'è quella della malattia". "Stamani (ieri per chi legge n.d.r.) ho chiamato tutti i governatori affinché utilizzino al meglio il mese di agosto. A metà settembre il sistema" che consentirà ai medici di inviare i certificati di malattia online "dovrà essere a regime, voglio chiudere la fase di collaudo". Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, ha chiamato all'appello tutti i presidenti delle Regioni italiane, "fatta eccezione per la Sicilia: Lombardo aveva dimenticato il telefonino da qualche parte", puntualizza a margine di una conferenza stampa a Roma, indetta per fare il punto sui certificati on line. "Le Regioni dovranno fare in modo che le Asl – spiega il ministro- spediscano ai medici entro il mese di agosto il Pin", ovvero il numero di identificazione attraverso cui i camici bianchi potranno spedire il certificato che attesta la malattia dei loro pazienti all'Inps. Finora, infatti, non sono mancate le "lentezze", che hanno fatto slittare la data di messa a regime del sistema. "Sono stati distribuiti soltanto un terzo dei Pin - precisa Brunetta - con l'eccezione di alcune Regioni virtuose come Lombardia e Marche".   “Ad oggi i certificati medici on line rappresentano il 10-15% del totale – sottolinea il ministro -. Il loro flusso è di circa 4 mila al giorno, dovrebbe arrivare a 30-40-50 mila, che è il dato standard sulla certificazione”.  Più in dettaglio secondo Palazzo Vidoni, il totale dei certificati spediti via web nei primi quattro mesi di attivazione del nuovo sistema è di 147.272 mila, nell'ultima settimana se ne sono contati 32.348 e nell'ultimo giorno 4.504.

''Noi non temiamo imboscate dal ministro Renato Brunetta, che ci ha già dato tutte le garanzie del caso, e non so se il sistema dei certificati medici via web sarà pronto entro metà settembre. Ma è chiaro che finché il sistema non sarà a regime non ci potranno essere sanzioni''. Lo afferma il segretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Giacomo Milillo. ''Se su questa materia non si fosse fatto uno scontro ideologico, non ci sarebbe stato motivo di opporsi'', aggiunge il presidente della Società italiana di medicina generale, Claudio Cricelli, secondo il quale ''se non sarà settembre ragionevolmente il sistema potrebbe partire ad ottobre''.''E' però ingenuo pensare che i problemi che sono ancora sul tappeto possano risolversi in breve tempo - prosegue Cricelli - la nostra categoria è favorevole, ed è perfettamente consapevole che il sistema debba essere avviato, ma è inutile negare che ci sono problemi, non solo di ordine tecnico ma anche pratico, come la mancanza di banda larga o di card sanitaria per molti medici, che deve ancora essere risolti''.''Siamo perfettamente consapevoli che il processo dei certificati medici on-line sia irreversibile, ma abbiamo anche fortissimi dubbi che il sistema possa andare a regime dal prossimo settembre''. Così Domenico Iscaro, presidente Anaao-Assomed, commenta le affermazioni del ministro Renato Brunetta. ''Qui non c'è un problema di resistenza dei medici - aggiunge Iscaro - ma un problema di organizzazione del lavoro, che se non strutturato a dovere graverà ulteriormente su una pianta organica già gravemente penalizzata dalla manovra economica. Per questo noi chiediamo alle Regioni di chiarire quanto prima l'organizzazione del sistema''. E' chiaro però, aggiunge il presidente Anaao, che ''finché il sistema sarà incompleto noi considereremo le sanzioni come un'ingiustizia, e le rigetteremo''.

Dallo scorso 1 gennaio le domande per il riconoscimento dello stato di invalidità sono obbligatoriamente presentate all'Inps per via telematica, mentre a partire dal 3 aprile è stato attivato anche il sistema di trasmissione on-line dei certificati medici di malattia dei lavoratori del settore pubblico e privato.  In 19 tra Regioni e Province autonome il sistema si basa su un applicativo nazionale reso disponibile da Sogei. In Lombardia è invece operativa una piattaforma specifica regionale in grado di dialogare con il sistema centrale, in via di adozione anche in Friuli Venezia Giulia. Il sistema consente al medico di inviare il certificato di malattia compilando una semplice pagina web oppure utilizzando i software gestionali più diffusi. Sul totale di 67.727 medici di famiglia presenti sull'intero territorio nazionale, il 35% è già abilitato al servizio, a cui va aggiunto il 25% degli altri medici del Ssn (circa 125mila). Al servizio invece non è ancora abilitato alcun medico privato. Il totale dei certificati spediti per via telematica nei primi 4 mesi di attivazione è di 148.272. Attualmente sono in fase di realizzazione importanti interventi migliorativi del sistema. Già nelle prossime settimane i 60.000 medici che dispongono dei Pin per l'invio delle richieste di invalidità civile all'Inps potranno utilizzare le credenziali anche per trasmettere i certificati di malattia. Dal prossimo 9 agosto la trasmissione sarà possibile anche attraverso un apposito call-center. Il decreto legislativo 150 del 27 ottobre 2009 prevede che il certificato di malattia sia inviato per via telematica dal medico all'Inps, secondo le medesime modalità previste per il settore privato. La mancata trasmissione telematica del certificato di malattia costituisce illecito disciplinare e, in caso di reiterazione, comporta il licenziamento o, per i medici convenzionati, la decadenza dalla convenzione. Il decreto del ministro della Salute del 26 febbraio 2010, di concerto con il ministro dell'Economia e delle Finanze e il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, ha definito le modalità tecniche di invio telematico del certificato medico. La Circolare del 11 marzo 2010 del ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione ha inoltre contribuito a definire i tempi di attuazione: periodo transitorio: per i primi 3 mesi, a partire dalla pubblicazione del Decreto del 26 febbraio 2010 (quindi dal 19 marzo al 18 giugno) è stato possibile procedere al rilascio dei certificati anche in modalità cartacea; obbligo di invio telematico: dal 19 giugno 2010 (cioè dal termine del periodo transitorio) i certificati possono essere rilasciati solo in modalità telematica. Le sanzioni previste dal decreto legislativo n. 150/09 potranno tuttavia essere applicate solo a conclusione positiva di un collaudo generale del sistema, al quale partecipano rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate e degli ordini dei medici. Il 18 luglio il gruppo tecnico incaricato del collaudo ha ritenuto opportuno continuare le attività di verifica, anche per pervenire in tempi brevi a una completa e definitiva risoluzione delle problematiche emerse. I lavoratori dipendenti a cui viene rilasciato il certificato di malattia sono circa 17 milioni (3,5 milioni del settore pubblico). Ogni anno le assenze per malattia di questi lavoratori hanno dato luogo a circa 50 milioni di certificati e altrettanti attestati che devono essere spediti tramite raccomandata A/R o fax e conservati negli archivi; l'Inps destina 500 persone alle operazioni di data entry per il solo settore privato. Tenendo conto che il costo per la collettività dovuto alla gestione dell'intero ciclo (dalla comunicazione all'archiviazione) ammonta mediamente a circa 10 euro per certificato, è facilmente intuibile come l'operazione "certificati digitali" consente un risparmio per la collettività per oltre 500 milioni di euro. Per il gruppo I Nuovi certificati medici, clicchi qui.

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