I medici bandiscono i certificati online: per l’81% dei professionisti è un “rospo difficile da ingoiare”

Silvio Campione | 03/08/2010 19:08

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No su tutti i fronti da parte dei medici sui certificati online. Lunedì Brunetta è passato al contrattacco e ha lanciato un’altra data, metà settembre, per l’avvio definitivo della spedizione telematica del documento che riguarda la malattia. Il ministro ha poi addossato alle regioni le responsabilità del mancato rispetto della prima scadenza, quella di luglio. Intanto la situazione non è delle più rosee: solo un medico su tre è "attrezzato" per inviare all'Inps i certificati. Sono 60.126 dottori su un totale di 192.742 tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, guardie mediche e medici dipendenti di Asl e ospedali.

 E in tutto sono stati trasmessi al 23 luglio scorso 121.335 certificati online. In un mese quindi (dal 19 giugno al 18 luglio, periodo di collaudo) ha viaggiato su web il 3% circa dei 4,2 milioni di certificati che ogni mese sono inviati con il sistema cartaceo (in tutto 50 milioni l'anno). Secondo le stime del ministero dell'Innovazione, il passaggio sul web, una volta ultimato, porterà a un risparmio di circa 500 milioni, ma se il ritmo restasse quello appena registrato non si andrebbe oltre i 15 milioni l'anno. Intanto nelle settimane scorse è arrivata la bocciatura da parte del tavolo tecnico del monitoraggio (composto da ministeri di Salute, Economia, Innovazione, Inps, Inpdap, FnomCeO e Regioni) chiedendo ufficialmente di poter “continuare il periodo di collaudo”. Ma l'obbligo dell'invio non si ferma: resta “pienamente operativo, senza proroghe”, sottolinea il ministero. Si bloccano invece fino a collaudo effettuato le sanzioni. Colpa delle regioni, come dicevamo, che non si organizzano e non organizzano programmi e piattaforme, sostengono i medici e anche Brunetta. E questa volta a fare peggio non è il Sud ma il Nord-Est. Secondo la rilevazione del ministero, dei 121.335 certificati la stragrande maggioranza sono arrivati all'Inps dal Nord-Ovest: 93.095, trasmessi da 29.973 medici abilitati. E di questi 90.037 dalla Lombardia, regione che vanta ormai da anni una tradizione di informatizzazione quasi completa dei servizi che di medici abilitati ne ha da sola 25.295. Segue il Sud con 10.216 certificati probabilmente legati ai programmi di informatizzazione dei medici "di base", implementati negli ultimi anni dal programma E-gov 2012. Al Centro, nonostante il numero elevato di prescrittori (quasi 40mila) sono stati trasmessi 9.800 certificati dai 10.775 medici abilitati. Ultimo il Nord-Est, che di certificati ne ha trasmessi 8.231 da parte degli 11.176 medici abilitati di cui 8.613 nelle sole Veneto ed Emilia Romagna. In ogni caso il gradimento dell'intera operazione resta, tra i dottori, molto basso. Da un sondaggio realizzato da Health Monitor CompuGroup Medical in sinergia con Il Sole 24 Ore Sanità, su 1.000 camici bianchi intervistati in tutta Italia risulta che i certificati malattia online porterebbero pochi vantaggi per il Ssn e i pazienti e ancora meno per i medici e che l'obbligatorietà è il "rospo" più difficile da ingoiare per l'81% del campione. Altra certezza dei medici è che informazioni adeguate, connettività e strumenti informatici debbano essere forniti dalle aziende. In questo caso le percentuali di risposta sono pressoché omogenee: 88,33% al Nord-Est, 84,79% al Nord-Ovest, "solo" l'80,15% al Centro dove però è presente il maggior numero di indecisi (3,68%) e 83,53% al Sud. Infine, il giudizio sull'utilità della certificazione online. Bassissima la percentuale di chi ritiene che il meccanismo possa portare vantaggi ai medici: si va dal massimo del 18,3% di giudizi positivi al Sud ad appena il 3,33% al Nord-Est. Ma è bassa anche la percentuale di chi giudica ci siano possibili vantaggi gestionali per il Servizio sanitario: si va dal minimo del 20% di «sì» del Nord-Est al massimo del 35,11% del Sud. Valori mediamente bassi anche per gli eventuali vantaggi per i pazienti. Con l'unica eccezione del Nord-Ovest, dove il 43,16% dei medici la pensa diversamente. Per il gruppo I nuovi certificati medici, clicchi qui.