Farmaci dai nomi simili, appello ai medici per la prevenzione degli errori

Redazione DottNet | 03/08/2010 19:15

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Prevenire errori nella terapia farmacologica a causa di medicinali che vengono facilmente scambiati con altri, per la somiglianza grafica o fonetica del nome, o per l'aspetto simile delle confezioni, detti 'Look-Alike/Sound-Alike' (Lasa). E' l'obiettivo di una raccomandazione emanata dal Dipartimento della qualità - Direzione generale della programmazione sanitaria, dei livelli di assistenza e dei principi etici di sistema - Ufficio III del ministero della Salute. Nel testo si fa riferimento agli esempi più diffusi di errori nelle terapie farmacologiche: nomi di medicinali che si scrivono o si pronunciano in modo simile, confezioni simili nelle dimensioni, nella forma, nel colore, nell'indicazione del dosaggio e nella disposizione dei caratteri.

 Tutte situazioni che possono indurre in errore durante le varie fasi della gestione del farmaco, sia in ospedale che sul territorio: ad esempio negli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di famiglia, nelle farmacie di comunità, nelle Residenze sanitarie assistenziali o ancora a casa del paziente. L'obiettivo della raccomandazione è dunque prevenire gli errori in terapia legati all'uso dei farmaci Lasa, sia in ambito ospedaliero che territoriale, fornendo indicazioni per evitare lo scambio tra farmaci con somiglianza fonetica e grafica nel nome o nella confezione e sensibilizzando tutti gli operatori sanitari e i vari attori coinvolti nella gestione del farmaco, affinché siano messe in atto tutte le misure preventive per evitare lo scambio di farmaci. Le raccomandazioni sono rivolte dunque agli operatori sanitari, ai farmacisti di comunità, ai medici di medicina generale e i pediatri di famiglia, alle Direzioni delle Aziende sanitarie e anche alle aziende farmaceutiche. Ai medici viene consigliato, fra le altre cose, di evitare le richieste verbali o telefoniche dei farmaci. Se ciò fosse necessario, e solo in caso di urgenza, occorre ripetere chiaramente o scandire lettera per lettera, il nome del farmaco o del principio attivo e il dosaggio; ai farmacisti viene raccomandato di attuare, assieme al medico prescrittore e nel rispetto dei ruoli e delle competenze, un controllo dell'andamento della terapia farmacologica del paziente, verificando anche che abbia compreso la cura prescrittagli e incoraggiandolo a fare domande. In coda al testo delle raccomandazioni, il ministero ringrazia per l'attenta lettura e i suggerimenti forniti Silvio Garattini, direttore scientifico dell'Istituto di Ricerche Mario Negri di Milano, Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi), Laura Fabrizio, presidente della Societa' italiana dei farmacisti ospedalieri (Sifo), il senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri e Adriano Giglioni dell'Asur Zt9 Marche. Per il gruppo Libertà professionale, clicchi qui.