Certificati online: Fimmg, sì all’innovazione ma non a scapito dei medici che subiranno 60 milioni di oneri. Anaao: rigettiamo le sanzioni

Silvio Campione | 05/08/2010 12:45

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"Entro metà settembre voglio chiudere il collaudo e chi c'é, c'é e chi non c'é, non c'é". Lo ha detto il ministro dell'Innovazione e della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, parlando dei certificati medici di malattia digitali. Per metà settembre, quindi, Brunetta prevede di "fare avviare il sistema. E per chi non l'avvia - ha aggiunto - partiranno le sanzioni". "Non è un problema di incentivi economici ai medici, ma di investimenti che consentano al sistema una efficienza tale da garantire che l'auspicato risparmio economico non avvenga a discapito del tempo dedicato all’assistenza, con danni sull'efficienza facilmente prevedibili anche se non contabilizzabili facilmente". È quanto afferma il segretario nazionale della FIMMG, Giacomo Milillo, in merito al dibattito sulla certificazione online e sull’out out di Brunetta.

 

 "Poniamoci tutti l’obiettivo di inserire il nuovo sistema di certificazione nell'attività clinica senza intoppi non tollerabili, questo è l'incentivo che chiedono i medici - sottolinea Milillo -  I pazienti, contenti di risparmiare il tempo e i soldi delle raccomandate, vedrebbero male l'allungamento dell'attesa nello studio del proprio medico di famiglia con una riduzione del tempo dedicato all’esposizione dei propri problemi e alla visita medica. Non basta il possesso di un pc, del pin o della carta operatore per riuscire a inviare i certificati. Molte Regioni non hanno ancora messo a disposizione la connettività necessaria per collegare a internet gli studi dei medici di famiglia e le postazioni di guardia medica. La soluzione del call center (il numero telefonico che il medico deve chiamare per trasmettere i dati della certificazione qualora la trasmissione via internet non sia possibile) può certamente essere utile e necessaria per risolvere criticità particolari - prosegue Milillo - ma non si può affidare a tale sistema la parte più significativa delle certificazioni. È necessario un intervento di Governo e Regioni coordinato, finalizzato, progressivamente migliorabile in maniera verificata affinché le postazioni dei medici possano dialogare in modo efficiente con i server centrali o locali. Questo era  e deve essere il 'collaudo', il cui logico termine è l’efficienza richiesta e non una data qualsiasi."

 La FIMMG ha attivato inoltre un indirizzo email per raccogliere tutte le osservazioni dei colleghi che stanno provando a inviare i certificati per via telematica. "Alcuni riferiscono che la procedura, una volta avviata, è agevole, altri hanno cronometrato fino a sette minuti il tempo di collegamento necessario a produrre la certificazione - aggiunge Milillo - Sono ancora presenti blocchi di sistema: quelli rilevati sono standard di funzionamento non ancora compatibili con l’attività assistenziale dei medici di medicina generale e soprattutto con l'immediatezza richiesta per la certificazione di malattia. Ci sono in campo variabili che non possono essere governate dai medici né da soli né tramite (costosi) consulenti tecnici che la categoria non si può permettere di offrire a un sistema che sia inefficiente. Inoltre deve essere risolto il problema dei costi aggiuntivi che molti medici devono sopportare per adeguare i loro programmi informatizzati di gestione delle schede sanitarie in maniera da poter accedere al servizio in modo più rapido ed efficiente. La categoria è esposta ad ulteriori oneri stimabili in circa 60 milioni di euro".

"Per risolvere i problemi e verificare la possibilità di una messa a regime è indispensabile che gli organi tecnici dei Ministeri e le Regioni scendano in campo con una piattaforma adeguata alle esigenze ed un'assistenza tecnica coordinata. I medici non chiedono compensi, a condizione di poter continuare ad operare professionalmente senza ricadute di inefficienza assistenziale e senza costi diretti a loro carico - sottolinea il segretario nazionale della FIMMG - Il patrimonio di informatizzazione esistente in medicina generale (hard ware, software e competenze) è stato costruito negli anni dalla categoria ed è a disposizione del Paese. La garanzia, che si chiede alla parte pubblica di dare, creerebbe le condizioni per una accelerazione di tutta la  e-Health in sanità, con tutti i vantaggi, anche economici, che ne possono conseguire". "Tutto ciò non è necessario per i certificati di invalidità civile. Anche per la trasmissione di tali certificazioni vi sono stati e vi sono tuttora criticità  importanti, attese e blocchi di sistema. È di questi giorni un'anomalia del programma, che creava importanti problemi al momento dell'inserimento del testo del certificato. Tuttavia il rilascio di tale certificato telematico è un'attività libero professionale non obbligatoria, praticabile da ciascun medico iscritto all'Ordine e il mancato rilascio telematico non prevede sanzioni. I volumi di attività sono piccoli, non è richiesta immediatezza di trasmissione e i medici possono, anche se mal volentieri, differirla anche di giorni in caso di blocchi del sistema. I certificati di malattia sono invece attività quotidiana, con volumi importanti di attività, indifferibile e sanzionata in modo pesantissimo se disattesa. Ogni confronto è improponibile". "Ben vengano le sollecitazioni del Ministro Brunetta - conclude Milillo - se rivolte a tutto il sistema. Non servono polemiche. Condividiamo l'intenzione del Ministro di chiamare tutti al massimo impegno per risolvere alcuni nodi importanti per il progresso del Paese". Fimmg, con i sindacati medici autonomi più importanti, ha chiesto al Ministro Brunetta e al Ministro Fazio (coinvolgendo anche il Ministero del Lavoro e dell'Economia) un tavolo tecnico per meglio coordinare, senza compromettere l'attività assistenziale, le diverse componenti del mondo medico (ospedaliero e territoriale) nelle nuove incombenze di un sistema informatizzato. Continuiamo a ritenere che questo sia un passo nella giusta direzione. ''Siamo perfettamente consapevoli che il processo dei certificati medici on-line sia irreversibile, ma abbiamo anche fortissimi dubbi che il sistema possa andare a regime dal prossimo settembre''. Così Domenico Iscaro, presidente Anaao-Assomed, commenta le affermazioni del ministro Renato Brunetta, che  ha sottolineato che da metà settembre si chiuderà il periodo di collaudo e partirà ufficialmente il sistema dei certificati medici via web, con relative sanzioni a chi non si adeguerà. ''Qui non c'è un problema di resistenza dei medici - aggiunge Iscaro - ma un problema di organizzazione del lavoro, che se non strutturato a dovere graverà ulteriormente su una pianta organica già gravemente penalizzata dalla manovra economica. Per questo noi chiediamo alle Regioni di chiarire quanto prima l'organizzazione del sistema''. E' chiaro però, aggiunge il presidente Anaao, che ''finché il sistema sarà incompleto noi considereremo le sanzioni come un'ingiustizia, e le rigetteremo''. Per il gruppo I nuovi certificati medici, clicchi qui.