Staminali, esperti contenti ma cauti sul trapianto

| 05/08/2010 12:57

La notizia del via libera al primo trapianto al mondo di cellule staminali embrionali è stata accolta con molto interesse, ma anche con estrema cautela, dagli esperti italiani che lavorano sulle cellule ''bambine''. La perplessità maggiore deriva dalle scarse informazioni disponibili sull'intervento autorizzato  dall'ente americano per il controllo sui farmaci, la Food and Drug Administration (Fda), e richiesto dall'azienda Geron Corporation. ''Di questo test pochissimo o niente è di dominio pubblico'', ha detto la direttrice del Laboratorio cellule staminali dell'università di Milano, Elena Cattaneo. ''Certamente la notizia è interessante, ma quando si sa così poco la cautela è d'obbligo''.

 Il problema, secondo Cattaneo, è che ''sul protocollo della sperimentazione ci sono pochissime informazioni''. Quasi tutto ciò che si sa risale al gennaio scorso, quando la Geron chiese per la prima volta l'autorizzazione alla Fda, ma poi fu costretta a correggere il protocollo in seguito alla formazione di cisti nei topi nei quali le cellule erano state iniettate. ''Attualmente - ha osservato ancora Cattaneo - non è chiaro quale ceppo di cellule saranno utilizzate, ne' con quale procedura e con quali fattori di crescita queste saranno preparate in vista del trapianto e indirizzate a diventare adulte''. C'è anche il sospetto che possa trattarsi di cellule di vecchia generazione: ''ci chiediamo, quindi, in quali condizioni possano essere oggi'', ha detto ancora l'esperta. ''Sembrano informazioni di dettaglio, ma sono tutto in una sperimentazione come questa''. Contento del via libera da parte dell'Fda, ma cauto anche Giulio Cossu, dell'università di Roma La Sapienza. ''Evidentemente la tumoregenicità delle cellule embrionali utilizzate in passato è stata superata, altrimenti la Fda non avrebbe dato l'autorizzazione'', ha detto l'esperto, riferendosi ai problemi che nel gennaio scorso avevano costretto la Geron a perfezionare la procedura. ''Sono contento che le staminali embrionali entrino nella sperimentazione clinica, ma lo sarei ancora di più se fosse possibile sapere come sono stati superati i problemi'', ha aggiunto riferendosi alle scarse informazioni diffuse finora. Il timore è che, ''se ci fosse un evento avverso, la sperimentazione potrebbe diventare un autogol. Mi auguro - ha concluso - che prima di intraprendere questo passo siano state fatte tutte le verifiche necessarie''.

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