Per la lotta al tumore si cambia strategia

Oncologia | Redazione DottNet | 25/09/2008 20:02

C'è anche l'Italia fra i Paesi che potrebbero presto sperimentare la nuova strategia di lotta ai tumori che prende di mira le cellule staminali che alimentano il cancro. 

Apparentemente dormienti, le staminali del cancro ''sono in realtà le più pericolose perchè danno origine al cancro, lo fanno rigenerare e riescono a sfuggire ai farmaci tradizionali'', ha detto Pier Paolo Pandolfi, del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston e Harvard University, nel congresso della Federazione italiana delle scienze della vita (Fisv), che fino a sabato 27 settembre riunisce 14 società scientifiche sotto la presidenza di Lucio Luzzatto. Gli attuali farmaci anticancro colpiscono solo le cellule tumorali più attive, quelle che proliferano. Ma queste non sono in realtà le più pericolose. ''Il nuovo obiettivo - ha rilevato - è utilizzare farmaci capaci di risvegliarle temporaneamente in modo da renderle 'visibili' ai farmaci tradizionali e aggredirle''. L'obiettivo, insomma, e' ''svegliarle, indurle a proliferare e poi attaccarle''. Una lotta in due tempi che promette di essere un traguardo molto meno lontano del previsto. Tra i farmaci capaci di ''svegliare'' le staminali del cancro, alcuni sono vecchi farmaci, già in uso per altre malattie. Per esempio, test sugli animali mostrano che l'arsenico triossido finora utilizzato contro la leucemia promielocitica acuta riesce a risvegliare le staminali della leucemia mieloide cronica. ''Le prime sperimentazioni cliniche sono previste a Boston e in Giappone a breve potrebbero partire in Italia, presso l'università di Torino'', ha detto Pandolfi. Farmaci comunemente utilizzati contro il diabete, come gli inibitori di una proteina chiave nella formazione dei tumori, chiama Pten: ''negli animali stiamo ottenendo ottimi risultati'', ha osservato, e si spera di poter passare presto alla sperimentazione sull'uomo. Uno dei primi tumori bersaglio potrebbe essere quello della prostata nella fase iniziale. Anche in questo caso non si esclude che la sperimentazione possa coinvolgere un centro italiano. Per il futuro si punta a sviluppare nuovi farmaci che hanno la proprietà di svegliare le staminali. Si sta anche pensando a utilizzare in combinazione i due farmaci finora disponibili, l'arsenico triossido e gli inibitori della Pten.

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