Generici, attenzione agli eccipienti

Redazione DottNet | 25/09/2008 20:41

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 Il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, chiede alle aziende di fare maggiore attenzione ad eccipienti e forme di somministrazione dei farmaci generici, a beneficio dei pazienti. 

''Offrire un farmaco equivalente significa anche offrire diverse modalità di somministrazione, questa è una questione molto sentita dai pazienti'' ha detto il sottosegretario durante il suo intervento al congresso di Assogenerici. ''Solo un farmaco sicuro ed efficace diviene generico. E, al contrario di quanto si dice, i medicinali equivalenti sono 'amici' della ricerca'', ha spiegato Giorgio Foresti, presidente di Assogenerici, in apertura dei lavori. ''Diventare un generico è il destino di qualsiasi farmaco che si sia rivelato efficace e sicuro. In un certo senso - ha aggiunto - non e' azzardato dire che, soltanto se un prodotto funziona, risponde alle esigenze del clinico e ai bisogni del paziente, diventa generico''. E per il presidente di Assogenerici, il ricorso agli equivalenti non sottrae spazio e risorse alla ricerca e al farmaco innovativo. ''Negli Stati Uniti - afferma Foresti - la quota dei generici prescritti è passata nel periodo 2004-2006 dal 48 al 57,3% e alcune previsioni indicano per il 2013 una quota superiore al 70%. Eppure, sarebbe ben difficile sostenere che la ricerca farmaceutica statunitense ne abbia risentito, in termini quantitativi e qualitativi, e un discorso analogo vale anche per realtà europee come quella tedesca e britannica, dove la quota del generico superava il 40%. Tuttavia - conclude - anche se non vogliamo certo limitarci a una denuncia, resta il fatto che gli ostacoli che in Italia impediscono al generico di svolgere pienamente il suo ruolo devono essere adeguatamente affrontati''