Tra due settimane solo certificati online. Brunetta non demorde e rilancia sulle sanzioni per gli inadempienti

Sanità pubblica | Silvio Campione | 30/08/2010 15:19

Il rientro dalle ferie si annuncia per molti medici con la spada di Damocle della nuova scadenza per la spedizione dei certificati medici per via telematica. Il ministro Brunetta prima della pausa estiva è stato chiaro:  “A metà settembre terminerà la fase di collaudo e il sistema di certificazione on line della malattia sarà del tutto operativo. Chi non avrà ottemperato alla legge subirà le sanzioni previste”. Una dichiarazione che ha gettato lo scompiglio, come per altro facilmente prevedibile, nella categoria. Il primo passo del ministro è stato di chiamare  tutti i presidenti delle Regioni, per sollecitare la distribuzione alle asl dei pin che dovranno poi essere assegnati ai singoli medici: “Mi hanno dato tutti ampie rassicurazioni - ha sottolineato il ministro -. Oggi siamo a un terzo di pin già distribuiti e operativi. Con il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, e con la Sogei (la società che ha fornito il software di riferimento, ndr) abbiamo verificato ogni singolo passaggio.  I cittadini, lavoratori pubblici e privati, circa 17 milioni di persone, da metà settembre non dovranno più inviare raccomandate, non ci saranno più costi”. la Regione capofila di questa innovazione è il Lazio: la presidente Renata Polverini ha firmato un protocollo d’intesa con il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Si tratta del primo accordo di questo tipo, a cui ha fatto seguito, il 7 agosto scorso, quello siglato con la  Campania. Sarà quindi la volta di  Puglia, Calabria e Sardegna.

Brunetta è convinto della bontà del sistema che determinerà, una volta a regime, un risparmio “di almeno 500 milioni l’anno. Tutto questo sarà possibile nonostante tante resistenze, a partire dal sindacato medici della Cgil, che non ringrazio perché si è messo di traverso. Evidentemente non vogliono la modernizzazione del Paese”. L’esempio da seguire, ha aggiunto il ministro, è quello della certificazione on line per l’invalidità “che funziona benissimo, con 60mila medici che hanno il pin e inviano all’Inps la documentazione”. Intanto Lo Snami in una nota ha evidenziato una serie di difficoltà: “I nostri consulenti informatici – spiega Angelo Testa - in forma inequivocabilmente uniforme, hanno constatato una cattiva gestione per l'accesso al sistema tramite credenziali (username e password)". "Gli esperti - sottolinea il presidente nazionale dello Snami - hanno rilevato un difetto particolarmente grave che riguarda il blocco dell'account, a seguito dell'immissione errata della password. E' stato rilevato che la scelta del codice fiscale quale identificativo utente ai fini dell'accesso al sistema costituisce un fattore di debolezza del sistema di autenticazione. La generazione del codice fiscale è infatti di pubblico dominio". Per lo Snami, però, la carenza più grave è attribuibile al sistema di blocco dell'account dopo tre immissioni errate della password. "Questo problema costringe l'utente a recarsi alla Asl di competenza per reperire delle nuove credenziali. In un ipotetico scenario d'attacco al sistema da parte di chiunque, sarebbe quindi sufficiente, previo reperimento dei codici fiscali dei medici, inserire per tre volte una password errata per porre in blocco l'account e costringere il medico a rivolgersi alla Asl per la riabilitazione all'accesso al servizio". C’è da dire che per  ora solo il 33% dei medici di famiglia e il 20% degli altri medici del Servizio sanitario nazionale, hanno gli strumenti necessari (Pin o  Cns). Ma si tratta di un dato che va considerato tenendo conto che in Lombardia è abilitato l'81% dei medici di famiglia. I flussi, quindi, sono per il momento limitati, ma i pochi camici attrezzati usano  effettivamente il sistema. Il numero di certificati inviati a metà luglio risulta ancora modesto (76.229 al 14 luglio), ma in forte crescita (23.640 in una sola  settimana di luglio e 5.406 solo nella giornata del 14 luglio). Non si capisce, tra l’altro, come si potranno  fornire gli  strumenti d'accesso ai medici non dipendenti o convenzionati con il Ssn, come i sostituti dei medici di famiglia o liberi professionisti che devono certificare una malattia. Una questione che secondo la  Fnomceo richiede la collaborazione degli Ordini provinciali per individuare i professionisti da accreditare. Per il Gruppo I nuovi certificati medici, clicchi qui.

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