Certificati online: l’Italia marcia a due velocità, ma al ministero sono ottimisti. Le regioni chiedono un tavolo tecnico

Silvio Campione | 31/08/2010 14:50

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L’Italia della certificazione telematica è divisa in due, come tra l’altro fanno notare alcuni degli iscritti a Dottnet con in prima fila l’attivissimo dottor Valli. A fronte di un gruppetto che tutto sommato non trova grosse difficoltà nella spedizione del certificato, altri non sono neppure in grado di collegarsi. Abbiamo analizzato le tabelle del ministero dell’Innovazione e i risultati per certi versi sono sorprendenti: nella provincia di Bolzano è abilitato il 97,36% dei medici di famiglia seguita dalla Lombardia con l’80,36%. Quindi Piemonte (69,71%), Valle d’Aosta (66,67%), marche (64,96%), Campania (49,32%), prima regione del Sud.

Sorprendono i dati del Veneto con solo il 36,88% dei medici abilitati, e dell’Emilia Romagna con il 14,05%. Nessun abilitato per Molise e Friuli e percentuali risibili per Toscana e Sicilia (ex aequo con lo 0,05%). Il Lazio è fermo al 27,76% anche se l’accordo firmato lo scorso 6 agosto con la presidente Polverini smuoverà sicuramente qualcosa. La Calabria è al 20,48% dove vale lo stesso discorso del Lazio. Liguria, Sardegna e la provincia di Trento sono rispettivamente al 19,89, 18,94 e 14,47 per cento. La Puglia è al 2,47% e precede l’Umbria con l’1,19%. In discreta posizione sono Abruzzo e Basilicata con il 45,63% della prima e il 42,63 della regione lucana. La regione che ha trasmesso più certificati finora è la Lombardia con 107mila 658, seguita dalle Marche con 9213 e dalla Campania con 7189. Friuli e Molise ovviamente non hanno spedito alcun certificato non avendo medici in grado di poter fruire di un contatto telematico. In seguito alle difficoltà che molti medici stanno incontrando tra Pin e collegamenti sono scesi in campo i responsabili delle regioni finite nel mirino del ministro Brunetta. E sono molte, secondo loro, le criticità che non consentono un perfetto funzionamento del sistema. Innanzitutto occorre  attivare un tavolo tecnico congiunto Regioni-Amministrazioni centrali al fine di analizzare i problemi emersi e condividere una soluzione tecnico-organizzativa adeguata che tenga conto delle normative attuali, o che permetta la revisione delle stesse, anche esplicitando quali sono gli ambiti precisi di pertinenza dell’invio telematico dei certificati di malattia” (certificati di ricovero, Pronto Soccorso, ecc…). Le Regioni, anche in considerazione dell’esito non positivo espresso dalla commissione di collaudo, chiedono di intervenire sui Ministeri competenti per l’estensione del periodo di collaudo – che dovrebbe scadere a metà settembre - almeno fino al determinarsi delle condizioni applicative e organizzative di seguito elencate a cominciare, appunto, dall’attivazione del tavolo tecnico congiunto Regioni-Amministrazioni centrali, che prioritariamente dovrà affrontare le seguenti questioni:

Modalità di attuazione del decreto per i medici dipendenti del SSN in ambito ospedaliero al momento del ricovero in relazione al rilascio del certificato telematico:

certificato improprio rispetto alla normativa vigente (conseguente introduzione della decurtazione di stipendio per il dipendente pubblico ad oggi non prevista);

difficile determinazione all’accesso della durata esatta della degenza in relazione alla diagnosi di ricovero;

criticità nell’eventuale correzione dei certificati di malattia già inviati

Modalità e tempi di attuazione del decreto per i medici di Pronto Soccorso tenendo in considerazione la particolarità del servizio stesso anche rispetto alla criticità dovuta all’eventuale necessità di correzione dei certificati di malattia già inviati (reperibilità dello stesso medico);

Modalità di attuazione del decreto per i medici operanti nelle strutture Private Accreditate, in particolare per i cittadini dipendenti pubblici.

Garanzia di affidabilità dell’applicazione di invio telematico del certificato messa a disposizione dal sistema TS in termini di usabilità, robustezza, stabilità della connessione e tempi di risposta che permettano un rapido inserimento e gestione delle informazioni previste;

 

Corretto funzionamento dei web services esposti nelle due modalità di accesso al sistema (credenziali e CNS);

Completa attivazione e collaudo delle modalità alternative previste dal decreto (call center), in tutte le funzioni previste, per poter supportare i certificatori nelle condizioni di assenza di connettività;

Implementazione di adeguati sistemi di monitoraggio che permettano alle regioni di valutare il funzionamento del sistema (cruscotto).

Tali criticità sono da considerarsi particolarmente rilevanti anche a fronte dell’eventualità che il sistema d’nvio telematico dei certificati di malattia possa essere ricompreso negli adempimenti LEA 2010 delle Regioni.

Dal ministero fanno, tuttavia, sapere che in 19 Regioni e Province autonome il sistema si basa su un applicativo nazionale reso disponibile da Sogei. In Lombardia è invece operativa una piattaforma specifica regionale in grado di dialogare con il sistema centrale, in via di adozione anche in Friuli Venezia Giulia. Il sistema consente al medico di inviare il certificato di malattia compilando una semplice pagina Web oppure utilizzando i software gestionali più diffusi. Il sistema – dicono ancora gli uomini di Brunetta - è funzionalmente completo, sia nella parte centrale (resa disponibile dal MEF, INPS e INPDAP), sia nelle componenti regionali (soluzione adottata da Lombardia e Friuli Venezia Giulia). Attualmente sono in fase di realizzazione importanti interventi migliorativi del sistema:da lunedì 9 agosto è possibile per il medico compilare e inviare il certificato di malattia anche via telefono (call center). I60.000 medici che dispongono dei PIN per l’invio delle richieste d’invalidità civile all’INPS potranno utilizzare da settembre queste credenziali anche per trasmettere i certificati di malattia. Le prestazioni complessive del sistema si stanno ottimizzando in relazione al progressivo aumento degli utenti e del relativo carico di lavoro. Per il gruppo I nuovi certificati medici clicchi qui.