Aumentano i cesarei in Italia, record al Sud

Ginecologia | Redazione DottNet | 31/08/2010 14:56

''I parti cesarei, in costante aumento in Italia, nel 2007 hanno raggiunto il 38% delle nascite, portano il nostro Paese ai vertici (in negativo) della classifica europea. E con gli ospedali del Sud che sfiorano il 60%, toccando addirittura il 78% nelle strutture private''. E' quanto afferma Onda, l'Osservatorio Nazionale sulla salute della donna, secondo la quale la percentuale dei parti cesarei arriva al 60,5% in Campania, al 52,4% in Sicilia, al 48,9% in Molise, e al 47,7% in Puglia. Al Nord invece, aggiunge l'Osservatorio, la situazione migliora a partire da Friuli, Toscana e Lombardia, dove la percentuale si assesta tra il 24 e il 28%, mentre solo Bolzano (20%) si avvicina ai valori raccomandati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (15%) e dal ministero della Salute (20%), ''confermando la tesi che il cesareo deve rappresentare l'eccezione e non la regola''.

 E proprio ''per sensibilizzare gli ospedali anche su questo tema - spiega Francesca Merzagora, presidente Onda - abbiamo inserito tra le caratteristiche che devono avere gli ospedali per ottenere i nostri 'Bollini Rosa' l'impegno a ridurre costantemente il numero dei parti cesarei fino ad avvicinarsi alla soglia del 20%''. I numeri italiani, aggiunge Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di Igiene dell'Università Cattolica di Roma, ''sono il segnale di una patologia del sistema e, come ha gia' fatto notare il ministro Fazio, a forme di 'non trasparenza'. Certamente indicano problemi strutturali, organizzativi, economici e di responsabilità medica. A partire dalle strutture che non garantiscono l'epidurale 24 ore su 24 e che preferiscono orientarsi verso il parto cesareo anche in assenza di reale necessità''. Per il gruppo La sanità che vorremmo, clicchi qui.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato