Ginecologi, un manuale per le priorità in sala operatoria

Ginecologia | Redazione DottNet | 01/09/2010 16:16

Un manuale per stabilire come agire, corsi di comunicazione in corsia e ruolo del ginecologo privato 'subordinato' a quello pubblico: sono elementi della ricetta per prevenire episodi di malasanità come quello di Messina, secondo l'Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (Aogoi) e la Federazione Sindacale Medici Dirigenti (Fesmed), che chiedono alle autorità politiche e sanitarie una maggiore attenzione all'area materno infantile. ''La triste vicenda siciliana deve stimolare riflessioni e revisioni del sistema - afferma una nota sottoscritta da Giuseppe Ettorre, segretario regionale Aogoi Sicilia e Carmine Gigli, presidente Fesmed -. In primo luogo su come va organizzato un reparto per garantire l' appropriatezza delle cure: va previsto un 'manuale' con le procedure condivise, al quale tutto il personale deve fare riferimento. Poi è necessaria una divisione dei ruoli, col responsabile a fare da coordinatore nel risolvere conflitti, con corsi di formazione per migliorare la comunicazione e le relazioni in corsia''.

 Percorso ''utile - precisa la nota - anche per evitare il ricorso ad una eccessiva medicalizzazione, alla medicina difensiva e ad un abuso del taglio cesareo''. Infine il capitolo più delicato: ''il medico dipendente, nella gestione della paziente in regime privatistico, deve rispettare - dice la nota - le procedute assistenziali del reparto preventivamente condivise; il ginecologo frequentatore che segue la donna privatamente, non ha titolo a prestare assistenza diretta e a eseguire prestazioni sanitarie nel pubblico. Il suo ruolo è  di accompagnare la gestante e di esclusivo sostegno psicologico''. Fermo il giudizio sulla vicenda: ''Esprimiamo viva solidarietà alla famiglia - continua la nota - e rammarico per il comportamento dei colleghi, non conciliabile con quello che deve essere tenuto da ogni medico. E' importante però ribadire anche la nostra solidarietà verso i ginecologi di tutto il meridione d'Italia, che si sono visti accomunare nel giudizio negativo espresso su questo caso, da parte della stampa ed anche da esponenti del governo''. Per il gruppo La sanità che vorremmo, clicchi qui.

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