Certificati online: per Brunetta aumentano i medici abilitati. “Siamo a oltre il 70%”

Silvio Campione | 02/09/2010 13:17

"Aumenta a ritmo serrato" il numero di medici abilitati all'invio online dei certificati di malattia dei lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, all'Inps. Lo sostiene il ministero per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, precisando in una nota che, "secondo i dati rilevati dal Formez e dal ministero dell'Economia e delle finanze, il numero di medici di famiglia oggi dotati di credenziali di accesso al sistema e' infatti passato dal 32% di fine luglio a oltre il 70%. Significativo e' stato anche l'avanzamento registrato per i medici ospedalieri, di cui circa il 25% risulta attualmente dotato di Pin", ovvero del codice che consente l'accesso al sistema.

L'aumento decisivo dei camici bianchi abilitati si riflette anche "nel rapido incremento del numero di certificati di malattia trasmessi in modalità telematica nel mese di agosto, passati da 150.000 a oltre 260.000 con un aumento di circa il 70%", precisa il dicastero guidato da Renato Brunetta, all'indomani della richiesta di proroga della messa a regime del sistema da parte di Cimo Asmd.

L'incremento dei medici abilitati ha interessato tutte le Regioni, ma non mancano le differenze a livello territoriale. "Si va dalle situazioni delle Regioni Marche, Valle D'Aosta e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, laddove le percentuali di medici di famiglia abilitati sono superiore al 90% - spiega il ministero - a quelle di Regioni quali la Puglia e la Sicilia, dove la percentuale di medici di famiglia dotati di credenziali di accesso è ancora inferiore al 30% (sul sito www.innovazionepa.gov.it sono riportati i dati di dettaglio rilevati per singola azienda sanitaria o ospedaliera)".

Per tastare il polso alla situazione, "a partire dallo scorso 9 agosto - ricorda il ministero della Pubblica amministrazione - la tematica è stata oggetto di un attento monitoraggio da parte del Formez che, su incarico del Dipartimento per la digitalizzazione della PA e l'innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio dei ministri, ha verificato quanto realizzato dalle Aziende sanitarie locali e Aziende ospedaliere di tutte le Regioni e Province autonome del territorio nazionale, con l'esclusione delle aziende dell'Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Toscana, dove i medici sono già in possesso di una Carta nazionale dei servizi che consente loro di accedere al nuovo sistema".

"Nonostante la rilevazione si sia svolta in pieno periodo estivo - fa notare il dicastero - al 31 agosto sono state contattate, su un totale di 168, ben 166 aziende sanitarie, delle quali, il 68% ha risposto in modo esaustivo all'intervista, mentre il 32% ha comunque fornito dati parziali in via di completamento".

La rilevazione ha evidenziato dunque "come i ritardi nella distribuzione dei Pin manifestati in fase di avvio siano da ricondurre soprattutto a problemi organizzativi-burocratici interni alle aziende, quali quelli di natura tecnico-informatica, oppure di chiare direttive da parte degli uffici competenti. Solo nel 5% dei casi le cause del ritardo vanno invece riferite a fattori di tipo esterno riferibili alla mancata ricezione delle azione dei Pin. Dalle interviste emerge anche che, quasi ovunque, le Aziende sanitarie e quelle ospedaliere hanno iniziato l'azione di distribuzione intervenendo innanzitutto sui medici di famiglia, che di fatto sono quelli più operano sul fronte della certificazione per malattia". L'indagine ha dunque evidenziato "come nel mese di agosto il processo di distribuzione delle credenziali di accesso abbia subito una forte accelerazione, consentendo un recupero generalizzato rispetto ai ritardi manifestati nella fase iniziale".

Per la Cimo, tuttavia, è “E' necessario prorogare l'obbligo di invio dei certificati medici online, non ci sono gli strumenti idonei che consentano di rispettare i termini previsti dalla normativa”.  Riccardo Cassi in una lettera aperta al ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione Renato Brunetta, al ministro della Salute Ferrucio Fazio e al coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni Luca Coletto, non ha dubbi. Cassi sottolinea 'la mancanza in molte aziende sanitarie dei mezzi necessari per inviare i certificati di malattia per via telematica nonostante la vicina scadenza del periodo di collaudo'. 'La Cimo - afferma - chiede di prolungare la fase di prova' affinché i medici che lavorano nelle strutture del Sistema Sanitario 'possano essere messi in condizione di farlo dalla propria amministrazione'. Nel documento si chiede, inoltre, “di attivare il prima possibile un tavolo tecnico tra amministrazioni centrali, regionali, e organizzazioni sindacali della dirigenza medica e veterinaria, per affrontare problematiche specifiche della categoria come la drammatica situazione dei Dea/Pronto soccorso, strutture che dovrebbero essere pronte ad affrontare le emergenze e in cui, invece, si registrano sovraffollamento cronico dei pazienti, tempi di attesa elevati e problemi organizzativi”. “In queste strutture è necessario - ha concluso il presidente Cimo - prevedere metodologie tecniche e operative specifiche per l'invio dei certificati online come l'utilizzo di personale dedicato o l'invio centralizzato da parte della direzione sanitaria”. Per il gruppo I nuovi certificati medici, clicchi qui.

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