Brunetta accelera sui certificati: fumata grigia dalla Commissione riunita venerdì sera. Protestano i medici del pronto soccorso

Sanità pubblica | Silvio Campione | 06/09/2010 13:11

Brunetta, coma abbiamo già anticipato, accelera l’iter per la certificazione on line. Venerdì sera si è riunita la Commissione tecnica incaricata di procedere al collaudo generale del sistema per la trasmissione telematica dei certificati di malattia. Nel corso della riunione sono stati esaminati gli avanzamenti registrati dal sistema nel corso del mese di agosto e “si è preso atto dell'elevato grado di diffusione presso i medici di famiglia delle credenziali di accesso necessarie per l'utilizzo del sistema e l'invio dei certificati”. Sempre nel corso della riunione  sono stati illustrati i nuovi servizi sviluppati nell'ambito del sistema e messi a disposizione dei medici, dei lavoratori e dei datori di lavoro.

 Fumata grigia, dunque, per quanto riguarda il giudizio degli esperti: un passo avanti che va verso la direzione voluta dal ministro, anche se occorrerà ancora capire quali sono gli ostacoli reali alla diffusione dei certificati telematici. Importante, quindi,  sarà l’esito  del prossimo incontro, previsto per venerdì 10 settembre 2010 ovvero alla vigilia della fine del periodo di collaudo che, come si sa, comporterà le sanzioni per i medici inadempienti. Mentre sindacati  e associazioni di categoria, con in prima linea la Fnomceo, seguono le evoluzioni della certificazione telematica, non senza qualche dubbio, dal ministero fanno anche sapere che “Con l'entrata in funzione del servizio per la trasmissione dei certificati di malattia via telefono, è stato completato il pacchetto dei servizi a disposizione dei medici per la trasmissione telematica dei certificati di malattia. Sono stati quindi risolti tutti i motivi che hanno rallentato nella fase iniziale l'utilizzo del nuovo sistema”. Secondo gli uomini di Brunetta “I medici possono effettuare l'invio dei certificati all'INPS (ma anche l'annullamento o la rettifica dei certificati già inviati n.d.r.) utilizzando una semplice pagina web oppure i propri sistemi software. Inoltre, grazie al canale telefonico raggiungibile al numero verde 800 013 577, possono inviare il certificato anche tramite un telefono fisso o mobile, così da superare eventuali difficoltà temporanee dovute ad esempio alla mancanza di un personal computer o di una connessione a Internet”. Il sistema, secondo Palazzo Vidoni, sarebbe  già usato da 500 medici. Un dato, secondo noi, che evidenzia le non poche criticità per effettuare i collegamenti e che quindi costringe i professionisti ad appoggiarsi al call center, come per altro sottolineato da molti degli iscritti a Dottnet. Ma, dice ancora Brunetta, “Grazie al nuovo sistema, i datori di lavoro (sia pubblici che privati) possono inoltre visualizzare le attestazioni di malattia relative ai propri dipendenti, sia accedendo direttamente via web al sistema INPS, sia richiedendone all'INPS l'invio alla propria casella di Posta elettronica certificata. A tutti i lavoratori dipendenti, invece, il nuovo sistema web consente di prendere visione dei propri attestati di malattia accedendo semplicemente tramite il proprio codice fiscale e il numero di protocollo del certificato. E' stato inoltre superato il problema dell'abilitazione dei medici al nuovo sistema.  Nel corso dell'ultima settimana, infatti,  ulteriori passi in avanti sono stati fatti nella distribuzione delle credenziali di accesso (Pin). Secondo i dati forniti dal ministero dell'Economia e delle Finanze, dal 27 agosto al 3 settembre sono stati infatti abilitati ulteriori ottomila medici di famiglia, portando cosi' al 75 per cento la media regionale dei medici dotati di Pin. Il processo di distribuzione si puo' ritenere pressoche' completato nelle regioni Piemonte (84 per cento dei medici di famiglia abilitati), Val D'Aosta (99 per cento), Provincia di Bolzano (96 per cento), Veneto (89 per cento), Marche (91 per cento), Basilicata (88 per cento), Calabria (85 per cento), Abruzzo (82 per cento) e Sardegna (89 per cento). Progressi significativi si sono registrati anche nelle altre regioni, nelle quali le percentuali di medici di famiglia abilitati risultano quasi ovunque intorno al 60 per cento.  A oggi, risultano inviati complessivamente 269.877 certificati, così distribuiti a livello regionale: Lombardia (17.3790 certificati trasmessi), Piemonte (5.187), Valle d'Aosta (1.780), Provincia di Bolzano (9.785), Provincia di Trento (2.615), Veneto (14.863), Liguria (2.465), Emilia Romagna (1.818), Toscana (2.794), Umbria (775), Marche (17.057), Lazio (7.084), Abruzzo (6.664), Molise (99), Campania (13.165), Puglia (697), Basilicata (3.344), Calabria (3.247), Sicilia (1.443), Sardegna (1.205). Nella sola ultima settimana si è registrato un incremento di circa il 17%. Tuttavia nonostante tanto ottimismo, a scendere in campo contri i certificati questa volta sono i medici del Pronto Soccorso che lanciano un vero e proprio allarme: "Questo nuovo onere amministrativo, se non accompagnato da un investimento in risorse umane e tecnologiche nelle strutture di pronto soccorso, potrà avere effetti negativi sull'intero sistema sanitario ospedaliero". Ad affermarlo è la Società italiana medicina d'emergenza-urgenza (Simeu), secondo la quale questo nuovo sistema "oltre a snaturare le tipiche funzioni dei servizi di emergenza, rischia di andare ad invalidare quelle del medico di famiglia". "La disposizione legislativa che obbliga i medici dell'emergenza a redigere e inviare telematicamente il certificato di malattia - sottolinea la Simeu - determinerà un ulteriore rallentamento dell'attività dei pronto soccorso, non tanto e non solo per pazienti con problematiche sanitarie minori (codici bianchi), ma soprattutto per i pazienti che versano in condizioni critiche o a rischio di rapido peggioramento del loro stato di salute". "Inoltre - aggiunge la Società della medicina d'emergenza - è prevedibile un ulteriore rapido aumento degli accessi inappropriati al Pronto soccorso al solo scopo di ottenere un certificato di malattia e ricordiamo che le nostre strutture sono spesso già al collasso sia per l'elevato numero di pazienti sia per le condizioni lavorative del personale dedicato". Per la Simeu, questo provvedimento, "oltre a snaturare le tipiche funzioni dei servizi di emergenza, rischia inoltre di andare a invalidare quelle del medico di medicina generale, figura dedicata alla gestione sanitaria complessiva dei propri assistiti di cui conosce l'intera storia clinica, i precedenti e deputato a seguirne l'evoluzione in caso di malattia". Ripercussione anche sui tempi. "La gestione informatizzata proposta - spiega la Simeu - determinerebbe un inaccettabile allungamento dei tempi gestionali considerando che si configura come un duplicato dell'esistente: la gran parte delle strutture di pronto soccorso sono già dotate di sistemi informatizzati con i quali vengono raccolte tutte le notizie cliniche necessarie a confezionare qualsivoglia certificato". La Simeu ritiene quindi necessario, alla luce di queste considerazioni, approfondire la materia. La Società invita infatti le autorità ministeriali e regionali a una "franca discussione sulle modalità di implementazione della certificazione sanitaria che sia di aiuto ai cittadini ma che garantisca loro la possibilità di accedere alle cure sanitarie urgenti prestate dai servizi di pronto soccorso". Insomma si prevede un altro scontro tra medici di medicina generale e d’urgenza. Per il gruppo I nuovi certificati medici, clicchi qui.

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