In Italia diminuisce la mortalità per i tumori

Redazione DottNet | 06/09/2010 17:09

Anche se in Italia i morti legati al cancro costituiscono il 30% di tutti i decessi, nel nostro Paese la mortalità dovuta ai tumori è in diminuzione, secondo l'Istat del 2% circa l'anno. In particolare, per i giovani che si ammalano di cancro la sopravvivenza sempre secondo l'Istat è salita al 77% ma saranno i prossimi 20 anni, secondo il Nobel per la Medicina Mario Capecchi, a vedere un abbattimento drastico della mortalità.

 Alla fine degli anni '70 la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi di cancro era del 33% ed è salita al 47% nei primi anni '90. Analizzando i tumori più diffusi: la mortalità per il tumore del colon-retto ha registrato, a partire dai primi anni '90, una costante riduzione in entrambi i sessi, mentre il tumore al polmone è in diminuzione tra gli uomini ma in aumento fra le donne; in particolare per il genere femminile è aumentata sia la mortalità (tra il 1970 e il 2002 il tasso è quasi raddoppiato) sia l'incidenza. In generale il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte per neoplasia nei paesi industrializzati. In Italia, ogni anno i casi di mortalità sono di 81/100.000 nei maschi e 12/100.000 nelle donne. Riguardo al tumore alla mammella, dall'inizio degli anni '90 la mortalità è diminuita di circa il 2% l'anno ma questo tumore resta ancora il più frequente nel sesso femminile e la prima causa di mortalità oncologica nelle donne. Il tasso di mortalità, secondo l'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) è il 17% dei tutti i decessi per causa oncologica. Infine anche se molto diffuso, il tumore alla prostata, secondo l'Airc ha livelli di sopravvivenza molto elevati e supera mediamente il 70% dei casi a cinque anni dalla diagnosi. Per il gruppo La sanità che vorremmo, clicchi qui.

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