Stent che si riassorbono: l’ultima frontiera dell’angioplastica

| 06/09/2010 17:17

Stent 'medicati' biocompatibili che rilasciano i farmaci, per poi riassorbirsi: vengono introdotti dall'inguine o dal braccio in anestesia locale attraverso sottili cannule per interventi che, anche nei casi piu' complessi, non superano i 90 minuti di durata. A parlare delle ultime novita' nell'ambito dell'angioplastica per la cura degli eventi cardiovascolari ischemici e' Corrado Tamburino, ordinario di Cardiologia all'Universita' di Catania.

 Gli stent, spiega l'esperto, hanno permesso di migliorare i risultati dell'angioplastica grazie alle maglie metalliche che li compongono che permettono di stabilizzare la placca nell'arteria, riducendo il rischio di recidiva del restringimento, definita 'ristenosi': 'le maglie degli stent attualmente disponibili nella pratica clinica rimangono permanentemente a livello del vaso, ma vengono ricoperte da cellule diventando tutt'uno con la parete vasale', spiega l'esperto. Tra le ultime novita', di fondamentale importanza soprattutto nei casi di malattia arteriosa ischemica di crescente complessita', sono gli stent medicali che, dopo aver rilasciato il farmaco, si riassorbono.

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