Snami, anche noi nella Commissione di collaudo dei certificati: Vogliamo portare le nostre osservazioni

Sindacato | Silvio Campione | 06/09/2010 20:19

Lo Snami, in una lettera inviata alla Commissione di collaudo preposta alla verifica della fattibilità tecnica della certificazione online, chiede di far parte del gruppo di esperti che entro la fine del mese, secondo le ottimistiche previsioni di Brunetta, darà il via libera alla sola spedizione telematica dei documenti. Per Angelo Testa l’ultima riunione di venerdì scorso è servita solo a esporre i dati relativi alla distribuzione dei Pin e a verificare il numero di certificati inviati. “Nulla si è discusso sulle criticità del sistema – precisa Testa – né sulla effettiva capacità delle strutture coinvolte come medici e ospedali”.

Secondo Testa questo invece è un aspetto fondamentale della vicenda, perché il medico è esposto a pesanti sanzioni disciplinari in caso di omesso invio telematico del documento e nell’eventualità di mancata partenza in contemporanea di tutte le strutture, il medico dovrà certificare malattie e prognosi per interventi che non ha personalmente verificato. “Perciò lo Snami – conclude Testa – chiede di poter partecipare alla Commissione di collaudo per poter portare nelle sedi idonee tutte le proprie osservazioni. In caso contrario appare evidente che si dà la preferenza a un sistema autoreferenziale che alla fine porterà solo contenziosi e non snellirà le procedure”. Per Testa non è accettabile che s’imponga un meccanismo senza le opportune verifiche di perfetto funzionamento mettendo a carico della medicina generale tutto l’onere.  Dall’umore dei medici che commentano su Dottnet, a parte qualche eccezione, si evince che le cose non vanno benissimo. Ad Agosto, come ha fatto notare Brunetta quando ha diffuso i dati dei certificati inviati on line, se è andato tutto più o meno liscio lo si deve anche al fatto che le città sono vuote e i certificati di malattia quando si è in ferie servono a pochi. Ma dalla riapertura occorrerà mettere in conto file più lunghe dal medico di base e attese di ore al pronto soccorso dove possono essere emessi i certificati di malattia telematici. Quanti saranno, allora, i medici che diranno ai propri pazienti di ripassare perché la stampa del modulo non va oppure perché il sistema fa le bizze? Un pronto soccorso ha almeno un centinaio di pazienti al giorno con una gran parte di essi bisognosa del certificato che tuttavia non utilizza lo stesso canale informatico del modulo online che viene compilato davanti al paziente costringendo quindi a ripetere due volti tutti i dati. Con ciò che comporta in termini di perdite di tempo. Clicchi qui per il Gruppo I nuovi certificati medici.

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