Interventi in materia pensionistica della manovra d’estate di Tremonti

Giovanni Vezza | 07/09/2010 09:48

Con l’entrata in vigore della “manovra Tremonti” (per la precisione si tratta del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, convertito, con modificazioni, nella legge 30 luglio 2010, n. 122), la materia pensionistica ha subito alcune variazioni che meritano una particolare attenzione. Un primo intervento riguarda l’introduzione, all’art. 12, di un’unica finestra mobile per l’accesso al pensionamento sia di vecchiaia che di anzianità prevedendo il diritto alla decorrenza del trattamento decorsi dodici mesi dalla maturazione dei requisiti previsti per i lavoratori dipendenti. La nuova disposizione in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici si applica ai soggetti che maturano i requisiti minimi per l’accesso al pensionamento a decorrere dall’anno 2011; di conseguenza, nei confronti del personale che acquisisce i requisiti contributivi e anagrafici (ovvero l’anzianità contributiva pari ad almeno 40 anni) previsti per la pensione di anzianità o di vecchiaia entro il 31 dicembre 2010, continuano a trovare applicazione le disposizioni in materia di decorrenze previste rispettivamente dalla legge n. 243/2004 (accesso al 1° gennaio o 1° luglio dell’anno successivo alla maturazione dei requisiti) e dalla legge n. 247/2007 (4 finestre di accesso in relazione al trimestre di maturazione dei requisiti).

E’ previsto, inoltre, che a specifiche categorie di personale (quali, ad esempio, magistrati o professori universitari) venga conservata la possibilità di conseguire il trattamento pensionistico di vecchiaia con limiti di età superiori a 65 anni, fermo restando che, qualora la risoluzione del rapporto di lavoro avvenga dopo il compimento del sessantacinquesimo anno di età, il relativo trattamento pensionistico è determinato in base alle disposizioni in materia di pensionamento di vecchiaia. Di conseguenza, solo in tale ultima ipotesi (pensionamento di vecchiaia dopo il compimento del 65° anno di età) e in presenza di requisiti (sempre il compimento dei 65 anni) maturati a partire dal 2011, trovano applicazione le nuove disposizioni in materia di accesso al pensionamento di cui all’articolo 12, comma 1, della legge in esame. Tutte queste disposizioni, è bene ribadirlo, si applicano esclusivamente a medici e odontoiatri dipendenti (cioè iscritti previdenzialmente all’Inps o all’Inpdap ovvero i transitati alla dipendenza che hanno optato per la pensione Enpam) e non ai convenzionati e liberi professionisti iscritti all’Enpam: questi soggetti possono andare in pensione di anzianità con le finestre preesistenti (6 mesi dopo il trimestre di conseguimento dei requisiti) ovvero di vecchiaia dal mese successivo al compimento del 65° anno di età.