Infertilità femminile dipende da proteina. Pubblicati i risultati della Newcastle University

Ginecologia | | 07/09/2010 15:17

Scienziati della Newcastle University (Gran Bretagna) hanno scoperto perché invecchiando diminuiscono le chance di concepire un figlio e aumentano quelle di dare alla luce un bebè con malformazioni, aprendo la strada verso un rimedio contro l'infertilità femminile e i problemi per il feto delle mamme 'over 35'. Lo studio è pubblicato sulla rivista 'Current Biology'.

Capire di aver aspettato troppo tempo prima di decidersi a fare un figlio è un problema sempre più comune fra le donne di oggi. Secondo i medici, il 'ticchettio' dell'orologio biologico si fa sentire non più al 30esimo compleanno di una donna, bensì al 40esimo. Per quanto riguarda il loro Paese, gli esperti hanno pronosticato che una sorta di 'bomba a orologeria' sulla fertilità incombe sulla Gran Bretagna nei prossimi decenni: attualmente una coppia su su sette ha problemi di concepimento, ma presto la proporzione potrebbe salire a ben una su tre. Lo studio dell'ateneo di Newcastle, guidato da Mary Herbert, docente di Biologia riproduttiva, ha dimostrato che la diminuzione dei livelli di alcune proteine che fungono da 'collante' fra i cromosomi è la chiave dell'invecchiamento riproduttivo: la perdita di queste proteine spinge infatti i cromosomi a dividersi in modo non uniforme quando ovocita e spermatozoi si stanno formando. Mentre per creare cellule adatte per la riproduzione, i cromosomi devono dividersi allo stesso modo. Il team di esperti ha rilevato l'anomalia confrontando topi di due e 14 anni, ma assicura che il modello animale rispecchia il comportamento dell'organismo umano. La speranza degli studiosi è che da questa scoperta si passi a una soluzione del problema.

Bibliografia: Mary Herbert et al. Age-Related Meiotic Segregation Errors in Mammalian Oocytes Are Preceded by Depletion of Cohesin and Sgo2. Current Biology, 02 September 2010

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