Certificati online: Inps abilita le procedure per l’invio delle attestazioni di malattia da parte dei datori di lavoro. Smi, confronto fra tutti i sindacati e proroga del periodo di prova

Silvio Campione | 08/09/2010 10:06

L'Inps ha definito la procedura con la quale i datori di lavoro possono richiedere all'Istituto di inviare alla propria casella di posta elettronica certificata, la Pec, le attestazioni di malattia dei dipendenti. Lo comunica il ministero per la Pubblica amministrazione spiegando che sono quindi disponibili da oggi tutti i servizi per i datori di lavoro, sia pubblici che privati, previsti dal nuovo sistema per la trasmissione telematica dei certificati di malattia. Attualmente la media regionale di medici dotati di Pin necessari per l'invio dei certificati si attesta al 75% e sono almeno 8 le regioni ove il processo di distribuzione dei Pin è sostanzialmente completato: Piemonte (84% dei medici di famiglia abilitati), Valle d'Aosta (99%), Provincia di Bolzano (96%), Veneto (89%), Marche (91%), Basilicata (88%), Calabria (85%), Abruzzo (82%) e Sardegna (89%).

In Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Toscana ed Emilia Romagna i medici di famiglia sono invece già in possesso di carta nazionale dei servizi per l'accesso al sistema. Dai dati in possesso al Ministero risulta progressivamente in aumento il numero di certificati inviati in modalità telematica negli ultimi giorni: a oggi risultano inviati complessivamente 302.813 certificati con un incremento, del 19% nell'ultima settimana. Per la verifica della funzionalità e della messa a punto del sistema per l'invio telematico delle certificazioni di malattia è operativa un'apposita Commissione di collaudo. Su quest’ultimo punto ieri era intervenuto lo Snami che chiedeva di essere inserito tra i componenti. E oggi tocca allo Smi che in una lettera aperta inviata al ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione Renato Brunetta: "ancora una volta, che si apra un confronto con tutti i sindacati rappresentativi della categoria per evitare di andare incontro a un fallimento del nuovo sistema a scapito dei medici, minacciati da ingiuste sanzioni, e degli stessi cittadini", chiede il segretario generale Salvo Calì.  Lo Smi ribadisce dunque la richiesta di una proroga del periodo di prova, la cui scadenza è prevista per metà settembre, e avanza la proposta di inserire nella Commissione tecnica di collaudo e verifica i rappresentati dei medici. Al ministro, Smi propone "un confronto basato su due direttive: dialogo aperto con i sindacati rappresentativi e quindi con un maggior coinvolgimento della categoria - si legge nella missiva - analisi, e non rimozione, dei problemi emersi nel periodo di prova". "Lo scopo - spiega – è di definire un percorso condiviso, in tempi ristretti, per chiudere la fase di collaudo del nuovo sistema. E' evidente - premette il sindacato a Brunetta - che da parte nostra non c'è alcuna preclusione rispetto a quella che è stata definita la 'rivoluzione telematica nella sanità, ma allo stesso tempo non possiamo non nascondere i molti problemi emersi e sottolineare la corretta previsione di disfunzioni, a suo tempo e con molto anticipo, denunciate ai dirigenti del Suo ministero e ai funzionari regionali competenti, dallo stesso Smi". "Lo stato della diffusione della banda larga e la capillarità della rete Internet in Italia - scrive Calì a Brunetta - è ben lungi dall'essere in grado di supportare questa scommessa in così breve tempo, come dimostra anche l'istituzione di sistemi di call-center telefonici. Sono le stesse Regioni, le aziende ospedaliere e le Asl che non sono in grado di fornire gli strumenti adeguati affinché i medici possano operare con efficacia". Secondo il sindacato "i numeri parlano chiaro, la messa a regime dell'invio online dei certificati va a rilento tanto tra i medici dirigenti che convenzionati. Le realtà che rispondono con più efficacia sono le Regioni che già avevano un sistema telematico in stato avanzato ed anche in questi casi con non pochi intoppi. Si avvicina la scadenza del periodo di collaudo di metà settembre e crediamo sia fuorviante semplificare o rimuovere questa situazione di difficoltà oggettiva ricorrendo alla minaccia di sanzioni ai medici cosiddetti 'inadempienti'", denuncia Smi. "Le dispute sul reale ammontare delle indennità informatiche o sull'entità dell'invio dei certificati online, nonché le polemiche dei mesi scorsi sono da superare - premette il sindacato - Le nostre richieste di slittamento del periodo transitorio sono ormai state fatte proprie da tutte le organizzazioni sindacali ed è per questa ragione che Le chiediamo, ancora una volta, di aprire un confronto costruttivo con la categoria, procedendo con gradualità e buon senso alla messa a regime del sistema". Cali' ribadisce: "Non vi è da parte nostra alcuna volontà ostruzionistica, probabilmente alimentata da malintesi, ma la bontà del risultato non dipenderà da un mese in più o in meno della messa a regime del sistema, quanto piuttosto dalla sua efficienza complessiva". Per il gruppo I nuovi certificati Medici, clicchi qui.

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