Nuovo farmaco Sanofi riduce la fibrillazione atriale: prescrivibile da mmg

| 08/09/2010 19:20

Evita a un paziente su quattro l'ospedalizzazione per cause cardiovascolari, riduce del 34% il rischio di ictus cerebrale e abbassa la mortalità del 16%. Sono questi alcuni dei vantaggi del dronedarone, nuova molecola da poco approvata in Italia per trattare la fibrillazione atriale, patologia che ogni anno conta 120 mila nuovi casi nel nostro Paese.

Il farmaco si aggiunge all'armamentario terapeutico dei cardiologi come trattamento di prima linea in tutti i pazienti con fibrillazione atriale parossistica (aritmia che si manifesta in episodi acuti risolvibili spontaneamente) o permanente.

'A fronte delle molecole fino ad oggi disponibili, il cui impiego poteva essere aggravato da effetti indesiderati significativi soprattutto a carico della tiroide - ha commentato a Milano Claudio Rapezzi, cardiologo dell'università di Bologna - il dronedarone presenta un buon profilo di sicurezza' come emerge dagli studi clinici che hanno preso in esame oltre 8 mila pazienti. Lo studio Athena, che ha coinvolto oltre 4.600 pazienti con fibrillazione atriale e 29 centri italiani, ha dimostrato la riduzione del 26% delle ospedalizzazioni e può evitare la morte a un paziente su sei. Inoltre 'nessun antiaritmico prima - aggiunge Antonio Raviele, direttore del dipartimento cardiovascolare dell'ospedale Dell'Angelo di Mestre - aveva dimostrato una riduzione del rischio di ictus'.

La fibrillazione atriale colpisce mediamente verso i 75 anni, ed è destinata a crescere per l'invecchiare della popolazione: cuore in gola, fatica a respirare, vertigini o dolore toracico sono tutti segni che devono fare insospettire, anche se la patologia può essere asintomatica. Per questo motivo gli esperti ricordano l'importanza di controllare il polso e il proprio battito cardiaco almeno una volta alla settimana.

Il nuovo farmaco inizialmente sarà prescritto da medici specialisti (cardiologi, geriatri, medici internisti e di medicina d'urgenza), e la terapia potrà poi essere proseguita dai medici di medicina generale. Rimborsato dal Servizio sanitario nazionale per tutte le indicazioni autorizzate - su prescrizione iniziale dello specialista cardiologo, geriatra, internista o medico di medicina d'urgenza, e successivamente anche del medico di famiglia per la prosecuzione della terapia - appena sbarcato nella Penisola il farmaco salvavita è già raccomandato nelle nuove linee guida della Società europea di cardiologia, presentate nei giorni scorsi a Stoccolma al congresso annuale dell'Esc.

'L'aderenza alla terapia da parte del paziente e la sicurezza d'impiego del farmaco sono due fattori chiave quando si progetta un trattamento destinato a protrarsi nel tempo, soprattutto se si parla di pazienti anziani', spiega Pietro Amedeo Modesti, professore associato dell'Università degli Studi di Firenze. Il dronedarone è infatti indicato nelle terapie croniche, 'e averlo a disposizione significa trattare i pazienti con maggiore tranquillità'.

L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato, come detto, la rimborsabilità di dronedarone a carico del Servizio sanitario nazionale in tutte le indicazioni autorizzate.

La molecola, infine, 'agisce sulla storia della malattia e non sulla riduzione dei sintomi', precisa Marco Scatigna, direttore medico e scientifico di Sanofi-Aventis Italia, azienda che produce il farmaco. 'Nell'ottica di una sanità che punta a trasferire risorse dall'ospedale al territorio - conclude - avere a disposizione una molecola che riduce il rischio di ospedalizzazione per recidiva di fibrillazione atriale e per altri eventi cardiovascolari rappresenta un passo in avanti per i pazienti, il servizio sanitario e la comunità dei medici'.

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