Pharma 3.0: l’evoluzione dell’ “ecosistema” farmaceutico continua

Aziende | Redazione DottNet | 10/09/2010 15:40

Il mondo della sanità sta cambiando a ritmi vertiginosi: pronta a fare propria questa svolta epocale è in primo luogo l’IT (information technology) che con la grande distribuzione e le società di comunicazione è in prima fila nel recepire questa svolta. Un contesto che vede le aziende farmaceutiche impegnate nella ricerca di approcci innovativi per collaborare con queste nuove realtà con l’obiettivo di migliorare il risultato finale, ovvero il servizio reso al paziente.    Nonostante le industrie farmaceutiche siano quasi universalmente consapevoli che le aziende innovative, non tradizionali,  aiuteranno a rimodellare il mercato sanitario, la maggior parte di queste non sono in grado di affrontare le sfide che presenteranno queste nuove partnership. Il dato emerge dal Progressions Pharma 3.0, uno studio sul settore farmaceutico condotto annualmente a livello globale da Ernst & Young.Lo studio individua diverse tendenze che portano le aziende non tradizionali ad un ingresso nel settore farmaceutico, tra cui la riforma sanitaria, l’health IT, la crescente capacità di valutare l’efficacia dei prodotti in termini comparati, e inoltre una nuova consapevolezza da parte del consumatore. Questi e altri fattori stanno spingendo le aziende farmaceutiche a modificare il focus, dalla produzione di nuovi farmaci alla fornitura di risultati (“healty outcomes") - un passaggio possibile solo grazie ad partnership con aziende innovative e con nuovi modelli di business. "Nonostante i grossi cambiamenti registrati nel corso degli ultimi anni, i dirigenti hanno compreso che la strada da percorrere diventerà ancora più complessa con l'ingresso di nuovi operatori sempre più interessati al settore farmaceutico”, ha dichiarato Lapo Ercoli, partner Ernst & Young e Life Science leader per l’Italia. "In questo contesto, le aziende di successo troveranno nuove soluzioni per combinare il loro patrimonio e le loro competenze con quelle dei nuovi partner attraverso una collaborazione dinamica finalizzata alla massimizzazione del risultato al paziente e dell'esperienza del consumatore".

Lo studio Progressions Pharma 3.0 analizza la rapida transizione che è avvenuta da un settore integrato verticalmente basato sul modello blockbuster-driven, definito nel precedente studio come Pharma 1.0, all’attuale modello di business Pharma 2.0. Nell'ambito di questo modello di business, le aziende hanno adottato una serie di modifiche per migliorare la produttività e le performance finanziarie: perseguire strategie più mirate, ampliando il proprio portafoglio di prodotti e competenze, rendere più flessibile e indipendente la Ricerca e Sviluppo, promuovere partnership con le imprese biotecnologiche e con università ed esternalizzare molte funzioni non-core.

Lo studio rileva però che le aziende farmaceutiche continuano ad attuare modelli di business Pharma 2.0, ma ciò rischia di essere vanificato dall’avvento del Pharma 3.0, un “ecosistema” composto da membri convenzionali del settore, aziende non tradizionali e consumatori sempre più informati.

L'ingresso di numerosi attori non tradizionali nel Pharma 3.0, come i social media, che possiedono un potenziale tale da rivoluzionare il campo della salute, in quanto sono un strumento in grado di creare relazioni a lungo termine con il consumatore (fidelizzazione), aumenteranno il bisogno di innovazioni nel modello di business adottato dalle aziende farmaceutiche più tradizionali, rendendo lo sviluppo di modelli commerciali innovativi un elemento critico per la realizzazione di farmaci all’avanguardia. La gestione e l’ottimizzazione di un network di partner sempre più complesso metterà a dura prova i leader del settore, il cui successo dipenderà dalla capacità di adattare le risorse e le competenze specifiche della loro azienda a modelli di business più vicini a quelli dei nuovi attori. I primi tentativi dell'industria per adeguarsi al contesto Pharma 3.0 evidenziano alcune delle sfide che, secondo lo studio, sono alle porte. Ad esempio:

1. Poiché i pazienti svolgono un ruolo sempre più attivo nella gestione della loro salute reso possibile grazie alle cartelle cliniche personali, alle applicazioni smart-phone e ad altre tecnologie, le aziende farmaceutiche rimangono in gran parte ai margini di questa rivoluzione, ostacolata dal lento sviluppo del quadro normativo che disciplina le interazioni del paziente con il sistema sanitario.

2. Gli ospedali e i sistemi sanitari, tramite gli attuali sistemi informativi, controllano ormai i dati che consentono di correlare le prescrizioni ai risultati ottenuti dai pazienti. Le aziende farmaceutiche, dunque, hanno perso il controllo esclusivo che avevano un tempo sui risultati, il che aumenta i rischi connessi ai rimborsi rendendo strategica l’acquisizione di nuovi strumenti e competenze per la raccolta e l’analisi dei dati.

3. Poiché le aziende farmaceutiche si espandono nei mercati emergenti, stanno sempre più valutando potenziali alleanze con partner non tradizionali – dai micro istituti di credito, che potrebbero colmare i divario di costo, alle imprese alimentari che con la capacità distributiva e le reti già esistenti di infrastrutture potrebbero facilitare la gestione delle catene di approvvigionamento. La natura di queste nuove partnership pone nuove sfide nel determinare la struttura degli accordi e il valore da attribuire al contributo di ciascun partner.

Inoltre dall’intervista effettuata ai dirigenti di Business Development di 24 aziende di spicco del settore, tra cui quelli di 11 delle 15 più grandi aziende farmaceutiche a livello mondiale e membri di nuovi settori che dovrebbero entrare nell’ecosistema Pharma 3.0, si evince quali saranno le sfide future. Di seguito sono riportati i principali risultati:

1. il 92% degli intervistati ritiene che nuovi attori entreranno nell’ecosistema Pharma 3.0; fra i più attesi vengono indicati l'e-health, il mobile-health e le imprese di tecnologie mediche innovative;

2. il 67% degli intervistati ha dichiarato di non essere ben preparato per la valutazione e la gestione degli accordi con partner non tradizionali;

3. il 75% degli intervistati ritiene che le alleanze che si formeranno nell’ecosistema Pharma 3.0 renderanno più difficile la definizione delle strategie aziendali, dell’offerta e posizionamento sul mercato, nonché l’effettuazione delle attività di due diligence; 

4. il 50% degli intervistati si aspetta che gli accordi saranno più impegnativi nel Pharma 3.0, mentre solo il 2% si aspetta che diverranno meno problematici.

Anche se questo settore è stato sempre improntato all’evoluzione, “chi vuole ottenere successo nel Pharma 3.0 dovrà avvicinarsi all’innovazione con un nuovo approccio” ha concluso Lapo Ercoli, “L'innovazione non è più solo sul prodotto, ma include il modo e con chi si fanno gli affari e come vengono mobilitate le risorse per contribuire a migliorare i risultati per il paziente”.

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