Rottamazione dei medici, prima vittima “illustre”

Sanità pubblica | Silvio Campione | 12/09/2010 10:13

La cosiddetta norma sulla 'rottamazione' dei medici fa una 'vittima' illustre. A gennaio 2011, il provvedimento che consente alle aziende sanitarie e ospedaliere di mandare a casa i camici bianchi con 40 anni di contributi, compresi gli anni riscattati, manderà in 'pensione forzata' il 60enne Claudio Vitale, neurochirurgo dell'ospedale Cardarelli di Napoli. Un medico-eroe, premiato quest'anno dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con la medaglia di bronzo per merito civile per il coraggio e l'abnegazione dimostrati sul lavoro. Vitale, a marzo dello scorso anno, si era reso protagonista di una insolita vicenda, che era balzata agli onori della cronaca. Mentre operava un uomo con un tumore al cervello, era stato colpito da infarto. E, nonostante l'attacco di cui si era reso conto, aveva continuato a operare.  Vitale era insomma andato avanti e aveva concluso l'intervento, conscio, da buon medico, della causa del malore che lo aveva colpito. Terminato l'operazione, Vitale era stato immediatamente sottoposto a un intervento di angioplastica che aveva consentito di riaprire la coronaria 'malconcia'.

"La lettera di preavviso dell'azienda ospedaliera (recapitata anche ad altri dirigenti medici del Cardarelli) mi è arrivata ad agosto", spiega il neurochirurgo. "Entro gennaio 2011 - aggiunge - il mio pensionamento sarà quindi operativo'. 'Anche se, a dire il vero, non ho nessuna intenzione di andare ai giardinetti. Sono ancora troppo giovane. Ma soprattutto - sottolinea - credo di poter dare ancora molto, di poter mettere al servizio dei pazienti la mia esperienza". E di esperienza Vitale ne ha da vendere. Pur essendo solo un 60enne, sono 35 anni che indossa il camice bianco. Laureatosi in Medicina nel 1974, viene assunto, inizialmente come assistente, nell'azienda ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli. Azienda dove nel 2008 diventa primario di Neurochirurgia. Fino a marzo 2010. Sei mesi fa, il reparto di cui era responsabile e' infatti rimasto 'colpito' dai tagli. "Ad aprile di quest'anno - spiega Vitale - il mio dipartimento di Neurochirurgia a indirizzo funzionale non c'è più. E' stato accorpato a quello di Neurochirurgia di pronto soccorso. Malgrado il mio reparto raccogliesse i pazienti da tutta la Campania, con oltre 600 interventi l'anno. Ma tant'è". In vista della vicina pensione, il futuro professionale del neurochirurgo-eroe è ancora tutto da definire. "Sono concentrato solo sul mio lavoro", afferma Vitale. "Di certo c'è che ho intenzione di continuare ad operare. Anche se nel privato sarà difficile. La neurochirurgia è infatti una disciplina che mal si sposa con il settore privato. Gli interventi sono molto costosi. Più facile - conclude Vitale - che mi indirizzi verso qualche struttura convenzionata. Non è escluso fuori dalla Campania".

"Il 'pensionamento forzato' di un chirurgo qualificato e coraggioso come Vitale non è nient'altro che l'effetto negativo di una legge iniqua, com'è quella sulla 'rottamazione' dei medici". Parola di Massimo Cozza, segretario generale della Fp Cgil medici, che commenta così la decisione dei vertici dell'azienda ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli. La cosiddetta norma sulla 'rottamazione' dei medici consente infatti alle aziende sanitarie e ospedaliere di mandare a casa i camici bianchi con 40 anni di contributi, compresi gli anni riscattati. "Con questo provvedimento, voluto dal ministro della Pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta, e da noi fortemente contestato - spiega Cozza all'Adnkronos Salute - si lascia in mano ai manager nominati dalla politica la scelta arbitraria su chi rottamare e chi no. Con una differenza iniqua, che vede professionisti esperti e qualificati mandati obbligatoriamente in pensione a 60 anni e altri che invece già oggi, con il placet della direzione sanitaria, possono rimanere fino a 67 anni", conclude Cozza. Per il gruppo Libertà professionale, clicchi qui.

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