Snami, appello a tutti i sindacati contro l’avvio della certificazione online. Testa: Brunetta è sordo a ogni invito alla ragionevolezza. Interrogazione del Pd. Aggiornamenti in tempo reale su www.dottnet.it

Silvio Campione | 13/09/2010 21:17

Un appello a tutte le forze sindacali sul nuovo sistema di certificazione malattia online, voluto dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, "affinché si faccia fronte unico ad atteggiamenti a dir poco antisindacali, che rasentano l'incostituzionalità". E' l'appello del sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) che torna ancora una volta sul tema dei certificati digitali. "Abbiamo percorso - si legge in una nota - tutte le strade del dialogo con il ministro Brunetta, il quale ci sembra assolutamente sordo a ogni tipo di ragionevole composizione della scottante diatriba sulla digitalizzazione dei certificati di malattia. Brunetta si ostina a diffondere numeri inconsistenti, non si rende conto che le consulenze e le fonti dalle quali attinge informazioni non sono fedeli alla realtà e continua con una testardaggine immotivata a portare avanti un piano che non potrà dare assolutamente i risultati sperati. Non gli è servita a niente la esperienza delle Poste italiane con la posta certificata? Un fallimento totale".

Da qui l'appello al fronte unico sindacale e un nuovo invito al ministro Brunetta: "sia ragionevole, non può cancellare i sindacati, non inneschi inutili lotte che danneggiano prima di tutto il cittadino. Lei è il primo guerriero antiassenteismo e fa di tutto per facilitare le assenze al lavoro. Le hanno detto che tutta l'operazione che ha messo in opera abbatte l'unico deterrente per l'assenteista che è il recarsi alle poste? Ragioni ministro e si faccia aiutare da chi tutti i giorni è in trincea a curare la gente e combattere l'assenteismo". Pronta la replica di Palazzo Vidoni: "Il sindacato dei medici Snami accusa il ministro Brunetta di 'diffondere numeri inconsistenti' e 'non fedeli alla realtà. Si tratta di dichiarazioni false e gravi, che negano la realtà incontrovertibile dei fatti".  "I dati che abbiamo diffuso nei giorni scorsi sui medici già in possesso di Pin e sul numero di certificati di malattia online già pervenuti tramite il nuovo canale sono infatti quelli forniti di volta in volta, rispettivamente, dal ministero dell'Economia e Finanze e dall'Inps. Secondo queste fonti ufficiali, il numero di medici di famiglia abilitato all'utilizzo del sistema è attualmente pari all'80 per cento del totale, mentre il numero di certificati inviati tramite la nuova procedura ammontava alla fine della scorsa settimana a 330.856 unità. Si tratta peraltro - conclude Pezzuto - di dati confermati dal monitoraggio che il Formez ha effettuato per un mese (dall'inizio di agosto fino allo scorso 10 settembre) contattando direttamente tutte le 168 Aziende sanitarie presenti nelle 17 regioni e province autonome che hanno adottato il Pin come strumento di accesso al sistema". Dal ministero arrivano, intanto, ulteriori aggiornamenti dei dati sulla distribuzione dei Pin: sono stati trasmessi on line finora 340.917 certificati di malattia, con un incremento dalla fine di agosto del 34%. E' quanto risulta dagli ultimi dati ufficiali forniti dall'Inps. A livello regionale, i documenti trasmessi con la nuova procedura telematica risultano così distribuiti: 207.717 in Lombardia, 21.120 nelle Marche, 20.089 in Veneto, 17.264 in Campania, 12.001 nella Provincia di Bolzano, 11.403 nel Lazio, 8.773 in Abruzzo, 6.684 in Piemonte, 5.256 in Emilia Romagna, 4.675 in Calabria, 4.143 in Toscana, 4.072 in Basilicata, 3.844 in Sicilia, 3.635 nella Provincia di Trento, 3.477 in Liguria, 2.087 in Valle d'Aosta, 1.670 in Sardegna, 1.357 in Umbria, 1.249 in Puglia e 401 nel Molise. Sono inoltre 1.800 i medici che, privi di connessione Internet o affetti da 'digital divide', hanno già utilizzato il nuovo servizio di 'risponditore automatico' (raggiungibile al numero verde 800 013 577), che consente di inviare il certificato di malattia utilizzando un normale telefono fisso o mobile. Si ricorda che il call center completa l'insieme dei servizi messi a disposizione dei medici dal nuovo sistema per la trasmissione telematica dei certificati di malattia. Oltre al canale telefonico, i medici possono infatti inviare i certificati sia compilando una semplice pagina web sia utilizzando i propri sistemi software.

 Anche la politica scende in campo contro i certificati. Luciana Pedoto, parlamentare del Pd in commissione Affari sociali della Camera chiede in una interrogazione ai ministri della Sanità, Ferruccio Fazio, e della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta di sospendere la scadenza del 15 settembre: "Il governo sospenda momentaneamente la scadenza del 15 settembre per l'avvio della riforma che prevede l'invio telematico dei certificati di malattia. Questa sospensione darebbe modo di verificare con accuratezza che tutta la procedura sia entrata a regime e che tutti i medici di famiglia sull'intero territorio nazionale possano inviare on line i certificati, così come richiesto dalla normativa". "La trasmissione telematica dei certificati di malattia non è ancora del tutto operativa - prosegue Pedoto - a causa dei problemi organizzativo-burocratici interni alle aziende. Questi ritardi nella distribuzione dei Pin necessari ad acceder al Sac (Sistema di accoglienza centrale), la piattaforma gestita dall'Inps dove vengono raccolti i certificati digitali, non può essere imputata ai medici di famiglia come non può essere imputata a loro il costo eccessivo del software di aggiornamento. La mancata piena attuazione della riforma ricadrà inevitabilmente sui cittadini che si vedranno costretti a fare file più lunghe sia dal medico di famiglia sia al pronto soccorso e quello che doveva essere un sistema per accelerare i tempi potrebbe rivelarsi un ulteriore causa di ritardi. Chiediamo perciò ai ministri Fazio e Brunetta di sospendere la scadenza del 15 settembre e di dire quale sia allo stato la distribuzione dei Pin, regione per regione". Per il gruppo I nuovi certificati medici, clicchi qui.

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