Pediatria, più investimenti e migliori valutazioni

| 15/09/2010 09:53

medicina pediatria sanità-pubblica

Riflettori accesi sulla ricerca pediatrica e sulla necessita' di accrescere qualita' e quantita' della ricerca scientifica rivolta alla salute dei piu' piccoli. E' questo l'obiettivo del convegno della Sirp, Societa' italiana di ricerca pediatrica, organizzato a Napoli, in collaborazione con il Dipartimento di Pediatria della Federico II. La ricerca italiana a riguardo e', fanno sapere gli addetti ai lavori, a ''buoni livelli, spesso eccellenti'', ma servono maggiori energie e investimenti affinche' si producano migliori risultati. ''Cio' che serve - ha osservato Armido Rubino, presindere della Sirp - e' promuovere un maggiore sostegno, sia in termini di investimenti sia di collaborazione e sinergia tra pediatria e altri settori scientifici''.

 La scarsita' di investimenti e' alla base di alcune criticita' che il settore presenta. Basti pensare, come spiegato da Franco Chiarelli, docente di Pediatria dell'Universita' di Chieti e Pescara, che negli ultimi 10 anni, in Italia gli investimenti destinati alla ricerca sono passati dall'1,3% allo 0,9% a fronte di altri Paesi nei quali, invece, i fondi sono aumentati. ''In base alle stime settimo programma quadro di ricerca dell'Unione Europea - ha spiegato - per il periodo 2007-2013 alla ricerca in generale sono destinati oltre 1,3 miliardi di euro di cui il 2,8%, pari a oltre 30 milioni vano investiti per la ricerca in eta' evolutiva''. Investire di piu' in ricerca e nei centri che se ne occupano, prestando attenzione ai sistemi di valutazione, perche', sottolineano gli addetti ai lavori, ''le risorse vanno distribuite in base ai risultati effettivamente ottenuti, alle pubblicazioni''. Per numero di citazioni di pubblicazioni, l'Italia si colloca al settimo posto di una graduatoria internazionale, ma occorre puntare sull'efficienza dei ricercatori. Tuttavia, in base a sistemi di valutazioni diversi, accade che un progetto in Italia non sia ammesso a finanziamento, mentre in altri Paesi europei si'. ''La valutazione dei risultati spesso non e' sufficiente - ha detto Bruno Dallapiccola, direttore scientifico Irccs Bambino Gesu' di Roma - Qui manca un riscontro effettivo di cio' che viene fatto. Ci troviamo nella situazione per cui vengono finanziati progetti di ricerca senza tuttavia un'adeguata valutazione dei risultati''. ''Sono 146mila i lavori prodotti sottoposti a valutazione, 82 realizzati in peer review (forma di valutazione esterna ndr), realizzati dal 2004 al 2008 - ha affermato Franco Cuccurullo, presidente del Civr, Comitato di indirizzo epr la valutazione della ricerca - Saranno valutati i lavori, le singole strutture, i ricercatori, ciascuno dei quali dovra' presentare obbligatoriamente due pubblicazioni''. Un sistema, quello delle due pubblicazioni, che servira' a ''snidare'' i cosiddetti `ricercatori inattivi', coloro i quali, cioe', si dedicano per lo piu' ad attivita' didattica.