I debiti della sanità costano 0,4 punti di Pil: privati in crisi

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 15/09/2010 19:31

La massa della esposizione debitoria del settore sanità per i ritardati pagamenti sarebbe superiore ai 50 miliardi di euro. Per il complesso delle altre amministrazioni pubbliche si arriva ad un valore di maggior debito pari a circa 4 punti di Pil. E' quanto emerge da un rapporto della fondazione Astrid sui debiti delle amministrazioni pubbliche verso le imprese, presentato nel corso di un convegno promosso dal Taiis, tavolo delle aziende e associazioni dei servizi. 'L'emersione della dinamica annua avrebbe comportato un maggior disavanzo in ciascun esercizio, nell'ordine di 0,4 punti di Pil ' ha detto Giorgio Macciotta, coordinatore del gruppo di ricerca Astrid, parlando del debito delle amministrazioni pubbliche verso le imprese.

 

'Per quanto riguarda la dimensione complessiva è intuitivo - ha proseguito Macciotta - per un Paese con un debito consolidato superiore alla dimensione del Pil (e in crescita ancora per qualche esercizio, anche secondo le previsioni del governo), costituisce problema di grande delicatezza far emergere nuovo debito (sia pure come esplicitazione di debito esistente e finora sommerso). Le ricadute sul rating del Paese - secondo Astrid - e sul differenziale tra i tassi sui nostri titoli pubblici e quelli tedeschi (già oggi preoccupante) potrebbe essere devastante'.

Il debito commerciale, ha aggiunto Macciotta nel corso del convegno cui partecipano anche le organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil, è andato crescendo in particolare in capo a quei soggetti istituzionali (Regioni, Provincie, Comuni) verso i quali andavano spostandosi competenze crescenti non accompagnate da adeguati trasferimenti di risorse, nonché alle Asl i cui costi crescevano nel tempo più dei flussi di finanziamento per l'evoluzione della composizione delle popolazione e per la cresciuta domanda di tutela della salute. 'La valutazione quantitativa della situazione attuale non è facile', ha osservato ancora il coordinatore della ricerca secondo il quale 'le motivazioni dell'occultamento di una simile forma di indebitamento sono molteplici. Si va dalla volontà di occultare un ulteriore peggioramento della dimensione complessiva del debito pubblico del Paese, alla scelta di molte istituzioni decentrate di non evidenziare una tale tipologia di obbligazioni per poter operare, con le risorse di bilancio disponibili, scelte ritenute più paganti sul terreno della soddisfazione dei cittadini e, in sintesi, del loro consenso'.

La stima dell'esposizione debitoria della pubblica amministrazione viene calcolata da Astrid, per il settore della sanità, ipotizzando nel quadriennio 2007-2010 una evoluzione del fenomeno analoga a quella del precedente quadriennio. Per il complesso delle altre amministrazioni pubbliche, invece, viene ipotizzata una esposizione pari al 40% di quella degli enti sanitari pervenendo così a un valore di maggior debito della pubblica amministrazione pari a 4 punti di Pil. Per il gruppo la Sanità che vorremmo, clicchi qui.

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