Ricerca inglese: la vecchiaia comincia a 80 anni. Voi medici, che cosa ne pensate?

Redazione DottNet | 16/09/2010 20:18

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La ricerca internazionale sui servizi sanitari "Bupa Health Pulse", presentata ieri dalla London School of Economics (Lse), rivela l'emergere di una generazione di "giovani di spirito" che si sentono ancora giovani e in buona salute a 70 e 80 anni. In Italia il 69% degli over 65 non si considera vecchia e quasi i tre quarti (72%) dicono di sentirsi ancora in buona salute. Inoltre quattro su dieci (39%) degli ultrasessantacinquenni italiani pensano che la vecchiaia inizia a 80 anni - ben dopo l'età della pensione - e la maggioranza non fa assolutamente piani per prepararsi a questa realtà. Meno di un quarto (23%) ha messo denaro da parte e i tre quarti pensano che le loro famiglie saranno pronte ad assumersi il carico della loro assistenza.

Il rapporto di ricerca presentato dalla London School of Economics (Lse) rivela che la rete di assistenza informale (il modello tradizionale delle famiglie che badano ai propri anziani) si sta disintegrando. A spiegare il fenomeno una serie di fattori: il numero di persone anziane, che hanno bisogno di assistenza è cresciuto più velocemente dei potenziali assistenti delle generazioni più giovani; l'aumento delle donne lavoratrici; la crescita delle case per una sola persona. "In Italia è bello che le persone si sentano giovani di spirito ma sfortunatamente non pensano alle difficoltà dell'assistenza che il loro Paese deve affrontare. - commenta il dottor Sneh Khemka -. La grande maggioranza degli italiani pensa che i loro parenti saranno lì a curarli quando non potranno più farlo da soli. Molti non si accorgono che le loro famiglie stanno cambiando e che i parenti potrebbero non essere in grado di assumersi il carico dell'assistenza in futuro". "In tutto il mondo una combinazione di fattori societari ed economici (tra cui i cambiamenti demografici, la nascita delle famiglie allargate e la crescita del tasso di divorzi, la migrazione e l'aumento delle donne lavoratrici) stanno erodendo le strutture supportate dalla famiglia, che hanno storicamente fornito il grosso dell'assistenza per gli anziani non indipendenti. - spiega Jose-Luis Fernandez, ricercatore della London School of Economics -. I sistemi di assistenza sociale stanno affrontando enormi difficoltà finanziarie e sta emergendo una sfida globale sul modo di supportare gli anziani non autosufficienti in futuro". "Tutti gli anziani hanno diritto a cure personalizzate di qualità. Ma questo sarà possibile solo se le persone che vivono per l'oggi cominciano anche a pianificare il domani. - conclude Sneh Khemka - Stimoliamo tutti a iniziare a pensare alla propria assistenza futura, iniziare a parlarne con le proprie famiglie e a prepararsi a essa". Per il gruppo La sanità che vorremmo clicchi qui.