Casi in cui non si applicano le novità introdotte dalla manovra Tremonti circa la decorrenza dei trattamenti pensionistici

Giovanni Vezza | 17/09/2010 16:49

Nel clima di innovazione previdenziale determinato dal decreto-legge n. 78/2010, convertito nella legge 30 luglio 2010, n. 122, va segnalato che le più favorevoli disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima del 31 luglio 2000 (finestre trimestrali per le pensioni di vecchiaia e finestre semestrali per quelle di anzianità, anziché la finestra mobile di 12 mesi per i lavoratori dipendenti e di 18 mesi per gli autonomi) continuano a trovare applicazione nei confronti di alcune categorie di lavoratori (art. 12, comma 4):

1. i lavoratori dipendenti con preavviso in corso alla data del 30 giugno 2010 e che maturano i requisiti di età anagrafica e di anzianità contributiva richiesti per il conseguimento del trattamento pensionistico entro la data di cessazione del rapporto di lavoro. Con questa fattispecie derogatoria il legislatore ha inteso tutelare i soggetti che abbiano in corso il periodo di preavviso finalizzato alla cessazione del rapporto di lavoro, sulla base delle disposizioni e nei termini previsti dai rispettivi contratti collettivi nazionali; 

2. lavoratori per i quali viene meno il titolo abilitante allo svolgimento della specifica attività lavorativa per raggiungimento di limite di età.

Altre deroghe all’inasprimento della norma sulle decorrenze pensionistiche sono contenute nel successivo comma 5. Qui è infatti previsto che le norme previgenti continuano ad applicarsi, nei limiti del numero di 10.000 lavoratori beneficiari, a condizione che maturino i requisiti per l'accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2011 alle seguenti ulteriori categorie:

a) i lavoratori collocati in mobilità sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 30 aprile 2010 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità;

b) i lavoratori collocati in mobilità lunga ai sensi dell'articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni e integrazioni, per effetto di accordi collettivi stipulati sempre entro il 30 aprile 2010;

c) i lavoratori che, alla data del 31 luglio 2010, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore.

Pertanto, l’Inps provvede al monitoraggio delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori che si trovino nelle suddette condizioni e che intendano avvalersi, a decorrere dal 1° gennaio 2011, del regime delle decorrenze previsto dalla previgente normativa. Qualora dal predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del numero di 10.000 domande di pensione, l’Inps non prenderà in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire del precedente regime di decorrenze.

Per quanto riguarda medici ed odontoiatri, il nuovo regime riguarda in modo particolare i professionisti dipendenti di ospedali, Asl e case di cura che avevano presentato domanda di pensionamento prima del 30 giugno, e che riescono così a sottrarsi all’inasprimento del regime delle decorrenze fissato dalla nuova disciplina. 

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