Brunetta, aumentano ancora i certificati spediti online. Umi: il 31 gennaio non basterà

Sindacato | Silvio Campione | 19/09/2010 19:59

Brunetta continua a esultare sui certificati di malattia online che "sono già 400 mila, con un afflusso di 15 mila al giorno", come ha affermato il ministro della Pubblica Amministrazione e dell'Innovazione all’indomani dell’accordo raggiunto dalla Commissione sul prosieguo del collaudo. E mentre qualcuno caldeggia l’ipotesi di seguire le due strade, ovvero la via telematica e quella cartacea, in base alle possibilità del momento, senza quindi applicare alcuna sanzione, qualcun altro è convinto che la spedizione online rappresenti solo un aumento degli oneri per i medici.  "Abbiamo raggiunto il compromesso di non applicare sanzioni molto pesanti in casi in cui ci sono oggettive difficoltà", aggiunge Brunetta, cercando di placare gli animi.

 Ma, secondo l’Umi, Unione Medici Italiani, il tempo concesso fino al 31 gennaio 2011, libero da sanzioni, potrebbe non essere sufficiente a risolvere le criticità di tutti e tanto meno a dare soluzione ai tanti problemi ancora aperti. Ciò non esime sindacati e medici di collaborare con le autorità per portare effettivamente a regime il sistema". Alla luce di quanto stabilito dalla Commissione, l'Umi ribadisce la propria posizione in materia. "Chi riesce, senza problemi, ad inviare i certificati di malattia lo continui a fare", sottolinea in una nota il sindacato. E ancora. "Chi, al contrario, resta impossibilitato o comunque ha forti difficoltà deve denunciarlo alla propria Azienda, inviando una comunicazione dove ne evidenzia i motivi (meglio con lettera raccomandata)". L'Umi ricorda inoltre che "in alcune Regioni (tra cui la Lombardia) le certificazioni devono essere trasmesse tramite i sistemi informatici regionali e ciò aumenta i problemi, considerando che questi sistemi (Crs-Siss per la Lombardia) continuano a zoppicare". Per il gruppo I nuovi certificati, clicchi qui.

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