Italiani insoddisfatti dei propri medici. E la crisi costringe a rimandare le cure

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 21/09/2010 18:15

Cala la soddisfazione degli italiani nei confronti del Sistema Sanitario Nazionale. A preoccuparci sono soprattutto i lunghi tempi d'attesa e i casi di malasanità. Sono più della metà (il 60%) gli italiani che non giudicano positivamente l'organizzazione del Sistema Sanitario Nazionale. Un dato che posiziona il nostro paese al penultimo posto della classifica internazionale fra i cittadini più insoddisfatti, subito dopo i polacchi (80%). Il Gruppo Europ Assistance, in collaborazione con l'Istituto di ricerca francese CSA e il Cercle Sante' Societè, ha presentato la quarta edizione del "Barometro internazionale sulla Salute".

L'indagine mette a confronto i cittadini di 8 paesi (Germania, Francia, Italia, Gran Bretagna, Svezia, Polonia, Austria e, da quest'anno, Stati Uniti) su sette grandi temi d'attualità sanitaria: qualità delle cure, competenza del personale medico, istanze sociali, mobilità, nuove tecnologie, prevenzione e invecchiamento della popolazione. La ricerca è stata condotta nel periodo giugno-luglio 2010 su un campione di 3.600 cittadini (400 per i paesi Europei e 800 per gli Stati Uniti) di età superiore ai 18 anni. L'insofferenza degli italiani si esprime soprattutto a livello della qualità delle prestazioni mediche erogate dal SSN, giudicata scarsa sia che si tratti delle cure somministrate dal medico di base, sia di quelle ricevute durante il ricovero ospedaliero. Si evidenzia la preoccupazione degli abitanti del Bel Paese rispetto al futuro del sistema sanitario: l'allungamento dei tempi di attesa (paventato dal 69% del campione) e l'eventualità di errori medici (dal 65%) rappresentano le due minacce più avvertite. Andando ad osservare l'opinione che hanno i cittadini italiani dei loro medici curanti, il quadro non migliora. Il giudizio espresso dagli intervistati rispetto alle competenze scientifico-diagnostiche e alle capacità relazionali del personale medico è inferiore a "buono". Per il 54% degli italiani, il SSN non è in grado di garantire un accesso equo alle cure a tutti i cittadini. Un dato che mostra come la salute sia considerata un diritto inalienabile e non un privilegio da ottenere pagando più tasse: il 68% degli intervistati è infatti contrario a versare più imposte in cambio di un accesso più democratico alla salute. Il perdurare degli effetti della crisi economica globale ha già costretto, nel corso del 2010, il 18% dei cittadini italiani (+5 punti percentuali rispetto al 2009) a rinunciare a curarsi o a rimandare visite specialistiche e odontoiatriche, esami, interventi chirurgici o l'acquisto di medicinali. Il 33% ipotizza invece di poter essere costretto a farlo. L'Italia occupa così il primo posto tra i paesi intervistati più influenzati dagli effetti della recessione (51%). Per commentare clicchi qui.

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